“Terni come destinazione turistica? Non senza trasporti degni di questo nome”

Alessio Zenone: “Una città ricca di storia e natura non può restare tagliata fuori. Servono connessioni, non ostacoli”

ALESSIO ZENONE

Zenone, lei ha portato nel dibattito il punto di vista del mondo turistico e culturale. Qual è la situazione attuale?
La situazione è paradossale. Terni ha tutte le carte in regola per essere una meta di turismo culturale e naturalistico. Abbiamo la Basilica di San Valentino, la Cascata delle Marmore, siti archeologici, percorsi verdi. Ma senza collegamenti efficienti, tutto questo resta invisibile. Se non si riesce a raggiungere facilmente una città, quella città semplicemente non esiste nella testa di un turista.

Dove sta il problema più evidente oggi?
Nella lentezza e nella frammentazione dei collegamenti. Raggiungere Terni da Roma o da altre città del Centro Italia è spesso complicato, lungo, e mal segnalato. In alcuni casi, un autobus ci mette meno della metà del tempo che impiega un treno. Questo scoraggia le persone, non solo i turisti ma anche chi si muove per lavoro o studio. È come se Terni fosse geograficamente al centro, ma trasportisticamente ai margini.

Quali sono le ricadute sul tessuto economico locale?
Sono pesanti. Se il turismo non riesce ad arrivare, l’indotto non si sviluppa. Le strutture ricettive, i ristoranti, le guide, le associazioni culturali, tutti ne pagano le conseguenze. Abbiamo un patrimonio da valorizzare, ma non abbiamo il mezzo per portare le persone a conoscerlo. Non è una questione di promozione, è un problema strutturale.

Cosa propone per invertire questa tendenza?
Occorre ripensare l’intero sistema dei trasporti locali in ottica intermodale. Non basta il treno: bisogna integrare servizi come navette, bici urbane, autobus e creare una rete che funzioni. Servono orari coordinati, informazioni accessibili, comunicazione semplice e unificata. Ma serve anche coinvolgere chi conosce davvero il territorio: le associazioni culturali e turistiche possono offrire idee preziose, e invece spesso restano fuori dai processi decisionali.

Qual è il rischio se tutto questo resta inascoltato?
Il rischio è che Terni continui a essere una città con grandi potenzialità ma senza riconoscimento. Una città con un’identità culturale forte, ma condannata a restare esclusa dalle grandi rotte del turismo e dello sviluppo. E sarebbe un’occasione persa non solo per noi, ma per tutto il Centro Italia che ha bisogno di poli attrattivi ben collegati, non di punti ciechi.

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7 mesi fa

Terni città se non si inventa eventi, come meta turistica è utopia, avendo anche il clima peggiore della via lattea

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