Il verdetto arriverà a breve e quasi certamente sarà negativo. La proposta avanzata dall’assessore al turismo Alessandra Salinetti di proporre Collescipoli per i Borghi più Belli d’Italia è destinata a naufragare: il recente sopralluogo, effettuato con la Pro Loco, secondo quanto risulta alla nostra redazione, è andato a vuoto. Perchè a fronte della tanta storia risorgimentale, per le strade del borgo si percepisce anche l’abbandono e la desolazione. Proprio di questo ha parlato nella giornata del 28 Settembre un articolo di Avvenire: ““Hanno trovato abusivismo edilizio, incuria del verde, sporcizia e un disordine generalizzato”, dice Giuseppe Rogari, presidente dell’associazione Astrolabio, la più attiva del borgo. “Cosa vogliamo candidare? Un paese dimenticato che stava per perdere anche l’unico centro di ritrovo?”
Ed in effetti, dopo la chiusura dell’ultimo alimentari, a Collescipoli non è rimasto pià quasi niente. La prova “provata” dell’abbandono sono le foto postate di recente dall’associazione Astrolabio, che mostra come siano i residenti, volontariamente, ad occuparsi perfino del taglio dell’erba altissima sui muri e lungo le strade. E dire che basterebbe poco, per rendere attrattivo un Paese dove si racconta la storia dei garibaldini, ma anche quella degli anni precedenti, con la prigione pubblica situata sopra la salara, con gli effluvi che salivano come una malefica punizione per i condannati e anche un pezzo della storia della chiesa.
Oltre a questo, c’è sicuramente anche un problema di sicurezza, visti i ripetuti furti – l’ultimo documentato proprio nella giornata del 29 settembre all’ex lavatoio – con le telecamere di videosorveglianza insufficienti o rotte (come quella all’ingresso del Paese).
Il Borgo Arti Collescipoli, che ha preso in gestione il chiostro di Santa Cecilia recentemente ristrutturato, prova a tenere in vita il borgo con eventi, concerti e attività culturali. Grazie a questo, grazie a questa struttura tardo cinquecentesca, sta arrivando un minimo di speranza: “La rinascita di questo chiostro ha attirato la comunità dei Nomadi Digitali, i quali stanno cercando di proporre il borgo a professionisti che lavorano in giro per il mondo. In tre si sono già fatti avanti, hanno comprato appartamenti e ad ottobre altri verranno a fare un tour: Collescipoli piace perché c’è meno frenesia rispetto al centro cittadino e il chiostro diventerebbe per loro una sorta di hub. La nostra speranza è che siano da stimolo per riportare anche un po’ di attività commerciali”, spiega Stefano Vitaloni, presidente del centro sociale aderente al Bac.
Proprio i Nomadi digitali saranno al Chiostro di Santa Cristina dal 3 al 5 ottobre per una serie di conferenze e workshop. In questa occasione potrebbe essere gettata una base per la seconda vita di Collecscipoli. Perchè di sicuro, non sarà certo una struttura ricettiva a salvarlo: non lo avrebbe fatto la trasformazione inbed and breakfast dell’ex Palazzo Comunale, evitata con una petizione da 316 firme, nè lo faranno eventuali altre soluzioni di ripiego attualmente allo studio.












Progetto molto interessante che incarna anche in Italia lo spirito del nomade digitale. Con l’ambizione di creare un vero e proprio polo per i Nomadi di tutto il mondo.