Scheletrico, piagato e quasi senza pelo, giaceva su una brandina in un vicolo della Valnerina, a Ferentillo, nel cuore della provincia di Terni. In quello stesso angolo dove solitamente si riposano i gatti accuditi da una volontaria dell’Enpa, qualcuno ha lasciato un cane in condizioni disumane, ormai allo stremo delle forze. “Ci vogliono mesi perché un animale si riduca così”, denuncia l’Ente Nazionale Protezione Animali di Terni, che ha diffuso le immagini shock e preso in carico l’animale.
Il ritrovamento è avvenuto nel primo pomeriggio del 6 Ottobre scorso, come racconta la stessa volontaria: “Sono stata chiamata da una mia vicina, alle 15.30 non c’era nulla, poi mi hanno avvisato che qualcuno lo aveva lasciato lì, forse perché sapeva che mi occupo di animali”. Una testimonianza che lascia aperti molti interrogativi: chi lo ha ridotto in quelle condizioni? Perché proprio lì? E soprattutto, da quanto tempo l’animale era in balia dell’abbandono?
Il corpo del cane, devastato da denutrizione e malattie cutanee, racconta mesi di incuria e dolore. L’associazione ha affidato l’animale alle cure veterinarie ma la prognosi resta riservata. Le sue condizioni sono così gravi da far temere per la sopravvivenza, anche se i volontari sperano ancora in una lenta ripresa.
L’Enpa di Terni ha lanciato un appello pubblico. L’obiettivo è fare luce su quanto accaduto e risalire ai responsabili. “Dove era? Di chi era? Non lo sapremo mai. Persone senza anima continuano ad agire impunemente, confidando nell’omertà”, si legge in una nota della sezione locale della Protezione Animali.
Questo episodio riporta l’attenzione sul tema del maltrattamento animale, un reato previsto dal Codice penale ma ancora troppo tollerato nell’indifferenza generale. Ogni anno, decine di casi simili vengono segnalati alle autorità, ma solo una parte si traduce in procedimenti giudiziari.
“Il cane di Ferentillo è il simbolo di ciò che accade ogni volta che si chiudono gli occhi davanti a un animale in difficoltà”, scrivono i volontari. “Solo la denuncia e la solidarietà possono restituire dignità a chi non ha voce”. Parole che suonano come un monito alla responsabilità collettiva e alla necessità di spezzare il silenzio, unica via per interrompere la catena dell’abbandono.
Nel frattempo, la sezione Enpa di Terni prosegue la propria attività di assistenza e salvataggio sul territorio, ma chiede il sostegno della cittadinanza: “Non possiamo essere ovunque, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”. Chi avesse notizie, può chiamare il 348 1487889.