A San Gemini si accende ancora scontro politico riguardante un presunto errore amministrativo che avrebbe comportato la perdita definitiva di un credito IMU del 2015 pari a oltre 23.000 euro. La questione è stata sollevata dai consiglieri di opposizione Gregori, Diomedi, Laurucci e Camilli, che in un comunicato definiscono l’accaduto come un “fatto grave” che mette in discussione la trasparenza della gestione del sindaco Luciano Clementella.
Già tempo fa ne avevano parlato in una prima interrogazione, ora in una seconda presentata dai consiglieri di opposizione, si legge che il credito di circa 23.000 euro relativo all’IMU 2015 è andato prescritto poiché il Comune non si è costituito in giudizio contro un ricorso presentato dagli eredi di un imprenditore, che, a detta dei consiglieri, avrebbe legami di parentela con il sindaco Clementella. La mancata azione amministrativa avrebbe portato alla perdita definitiva del credito pubblico, alimentando sospetti di conflitto di interessi.
I consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarimenti urgenti su tre punti: chi ha autorizzato l’inerzia dell’Ente nel non agire contro il ricorso.; trasparenza sul ruolo e sulla conoscenza dei fatti da parte del sindaco; verifiche per accertare se si tratti di un episodio isolato o se simili prassi siano state adottate in altri casi.
Inoltre, i consiglieri hanno sottolineato l’inaccettabilità del fatto che un Comune già provato dall’evasione tributaria non abbia tutelato i propri crediti, specialmente quando i beneficiari sono parenti del sindaco.
La posizione di Avs San Gemini e del Pd locale
La vicenda ha suscitato anche una reazione da parte di Avs San Gemini, con la portavoce Francesca Cancellieri, che ha parlato di “un fatto di estrema gravità” e ha chiesto «spiegazioni doverose». Cancellieri ha dichiarato che, se quanto riportato fosse confermato, si tratterebbe di una gravissima omissione ai danni delle finanze pubbliche, aggravata dalla relazione di parentela tra i ricorrenti e il sindaco.
Anche il Pd locale, attraverso il segretario Luca Ferrotti, ha espresso preoccupazione, giudicando inaccettabile che in un periodo di difficoltà economiche, in cui il Comune fatica a recuperare risorse a causa dell’evasione fiscale, si rinunci a tutelare crediti pubblici. Ferrotti ha accusato la gestione Clementella di essere una gestione familiare della cosa pubblica, mettendo in dubbio la trasparenza e lealtà della leadership politica.
La difesa del sindaco Clementella
Il sindaco Luciano Clementella ha replicato alle accuse, difendendo l’operato dell’Amministrazione. Clementella ha spiegato che il Comune di San Gemini ha agito regolarmente contro una cartella di pagamento notificata in ritardo, ma i termini di prescrizione erano ormai decorsi. Secondo il sindaco, il contribuente ha esercitato correttamente il suo diritto alla prescrizione, e non esiste alcuna parentela diretta tra lui e l’imprenditore coinvolto, ma solo una relazione di affinità.
Clementella ha inoltre dichiarato che se i termini sono scaduti, ciò è avvenuto a causa di un comportamento non corretto da parte dell’Agenzia delle Entrate, e che il Comune è nella posizione corretta. «Non è vero che abbiamo perso quei 23.000 euro», ha affermato il sindaco, annunciando l’intenzione di appellarsi contro chi non ha adempiuto ai propri doveri. Clementella ha infine definito la questione come un “pretesto politico” e ha ribadito che l’unico interesse del suo mandato è sempre stato il bene della comunità, mai quello personale.