Incitava a blitz punitivi contro immigrati, sequestati i social di Frank Mascia (Dimensione Bandecchi)

Bufera sull'ex pugile Mascia a capo dei giovani di Dimensione Bandecchi: l'azione della Polizia dopo l'interrogazione della deputata M5S Emma Pavanelli, ora bersagliata da insulti sessisti

Franck Mascia

Bufera su Frank Mascia. L’ex pugile, oggi a capo dei giovani di Dimensione Bandecchi, la nuova formazione politica del sindaco di Terni si è visto sequestrare il profilo TikTok e tutti i suoi profili social. L’uomo pubblicava  video di ronde organizzate in provincia di Torino e altre città italiane e filmati di commento a episodi delittuosi commessi da cittadini stranieri.

Mascia è ora accusato, con altri i due presunti militanti di destra di aver organizzato blitz punitivi con aggressioni fisiche nei confronti di spacciatori nei quartieri Aurora, Vanchiglia e Barriera di Milano. I reati contestati sono istigazione a delinquere e usurpazione di funzioni pubbliche.

L’azione di Emma Pavanelli

Sulla vicenda è intervenuta la deputata del M5S Emma Pavanelli, la quale aveva dato il via all’operazione con una interrogazione presentata in Parlamento: “Le ronde – ha commentato dopo l’azione della Polizia – non c’entrano nulla con la sicurezza: sono teatro, propaganda e, come in questo caso, un pericolosissimo terreno di caccia contro i più deboli“. E precisa: bene i cittadini che segnalano, denunciano, collaborano per contrastare la microcriminalità. Ma non si può tollerare chi si organizza per sostituirsi allo Stato, indossando divise inventate, alimentando odio etnico e mettendo a rischio l’incolumità delle persone in nome di una presunta “difesa del territorio”. Un atteggiamento di tolleranza che evoca il periodo più buio della storia recente del nostro paese. La sicurezza non è uno show social né una scusa per prendersela con i migranti. La sicurezza non è neanche violenza travestita da civismo.La sicurezza è un diritto ed è lo Stato ad avere il dovere di garantirla”

Insulti sessisti alla deputata M5S

La reazione dei simpatizzanti di Mascia – diversi milioni di followers – è stata quella di inondare di insuti sessisti i profili della deputata. A denunciarlo gli amministratori del M5S in Umbria.

A loro avviso, la deputata «ha denunciato con chiarezza un fenomeno grave», presentando un’interrogazione parlamentare che richiama l’attenzione sul rischio che iniziative estemporanee possano sostituirsi ai percorsi istituzionali in materia di sicurezza pubblica. I promotori della nota sottolineano che le parole di Pavanelli «hanno ricordato a tutti che la sicurezza non è uno spettacolo sui social, né un pretesto per colpire i migranti, e che mai può essere tollerata la sostituzione delle istituzioni con forme di giustizia privata».

Secondo gli amministratori, la reazione scaturita online è sintomo di un clima che rischia di oltrepassare i confini del dissenso legittimo: «È profondamente inquietante che un intervento basato su fatti, responsabilità istituzionale e difesa dello Stato di diritto abbia scatenato un’ondata di odio di tale portata». Nella nota si puntualizza inoltre che «la libertà di parola non è e non potrà mai essere la libertà di minacciare, insultare o intimidire, tanto meno chi ricopre ruoli pubblici».

Mentre la parlamentare ha scelto di non lasciar correre, gli amministratori ribadiscono l’intenzione di trasmettere alle autorità competenti ogni contenuto che superi i limiti della legalità. «La sicurezza è un diritto e spetta allo Stato garantirla, non a gruppi improvvisati che alimentano tensioni e divisioni nella società», aggiungono, richiamando la necessità di tutelare il dibattito pubblico da derive che possono minare la serenità del confronto democratico.

I fatti, inseriti nel quadro delle tensioni generate dalle iniziative di vigilanza spontanea rilanciate sui social, riaccendono l’attenzione sul ruolo delle piattaforme digitali, sulla gestione dell’informazione in ambito sicurezza e sulla tutela delle figure istituzionali che intervengono nel dibattito pubblico.

 

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