In Comune, è polemica sulla messa a dimora dei nuovi alberi. L’amministrazione ha disposto l’affidamento diretto per la fornitura, messa a dimora e garanzia di attecchimento di piante di Paulonia tomentosa nell’ambito del progetto Terni verde 2.0, per un importo complessivo di 186 mila euro finanziato dalla Fondazione Carit. Si comincia a mettere a dimora a gennaio 2026. Ma secondo l’opposizione, questa specie non risulta inclusa tra quelle qualificate nel Registro nazionale dei materiali di base, visto che il ministero dell’Agricoltura ci ha inserito solo un altro tipo di Paulonia, la Cotevisa 2. Dubbi sollevati anche sulle modalità di affidamento dell’intervento e della scelta in maniera diretta della ditta incaricata. A sollevare la questione è Marco Celstino Cecconi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che al sindaco Stefano Bandecchi e all’assessore Marco Iapadre chiede tra le altre cose, in un’interrogazione con risposta scritta, chiarezza su tutte le modalità legate alla gara di affidamento e sulla ditta incaricata, domandando pure come mai non si sia provveduto a una comparazione tecnica e qualitativa tra più fornitori, oltre a una risposta sulle motivazioni che hanno indotto il Comune a derogare il principio di rotazione consentendo il rinnovo dell’affidamento al contraente uscente. C’è anche l’invito a tornare indietro, annullando la determina sull’affidamento.
Riguardo alla scelta della Paulonia tomentosa, Cecconi chiede come mai sia stata scelta questa specie, proprio perché non risulta iscritta nel registro nazionale del Ministero e se l’amministrazione di palazzo Spada fosse a conoscenza di questo. Si sollevano dubbi e interrogativi anche sulla formula d’urgenza adottata e l’esecuzione anticipata del contratto, cercando di capire per quali motivi si sia agito in questo senso. “Il mese di gennaio – si legge ancora nell’interrogazione – è generalmente ritenuto sfavorevole alla piantumazione di specie a rapido accrescimento. Il progetto è definito come piano pilota e non emergono nell’atto motivazioni agronomiche stringenti“. Riguardo alle piante, si chiedono chiarimenti sulle caratteristiche delle specie scelte e su come sia il taglio tecnico sia stato effettuato nel vivaio, o sia prevosto dopo la piantumazione. Si avanzano anche questioni sui rischi ambientali e urbanistici legati alle caratteristiche di crescita della Paulonia tormentosa, affinché si possa escludere il rischio che sia una specie invasiva negli ambiti urbani, andando poi a ostacolare aiuole, muri, fessure e scarpate ferroviarie, o che danneggi strade, marciapiedi e pavimentazioni. All’amministrazione comunale si chiede di valutare il ritiro in autotutela della determina dirigenziale con la quale si affida l’intervento. Di conseguenza, di scegliere il tipo di Paulonia iscritta nel registro e di riesaminare integralmente le modalità, procedendo stavolta a una comparazione tecnica e qualitativa tra più operatori e optare per piantumare alberi con altezza minima non inferiore al metro e ottanta centimetri, nonché a migliorare le probabilità di attecchimento e ridurre i tempi di sviluppo disordinato.