“L’ospedale nuovo? Si apra un confronto e si valuti una ristrutturazione dell’esistente”

Il Comitato di difesa avverte: "Costi spropositati, tempi lunghi e rischio indebitamento"

L‘ospedale nuovo da 600 milioni di euro non è conveniente. Costa troppo, si va sulla strada di un indebitamento pesante con conseguenze negative sulla qualità delle prestazioni e si rischia di non farlo mai. Meglio ristrutturare quello esistente, spendendo molto meno e andando a cercare di capire dove siano i soldi che la giunta regionale di Donatella Tesei aveva già stanziato. Federico Di Bartolo e Gianni Giovannini del Comitato perla difesa dell’ospedale di Terni, in una conferenza stampa elencano quelle che per loro sono le criticità di quanto illustrato dalla Regione il 20 dicembre alla sede Arpa, criticando anche l’affidamento dello studio a Binini, il quale il 20 dicembre “ha parlato di tutto, tranne che di soldi“. Ammettendo, però, che in quella sede si è fatto un passo importante, in quanto si è parlato per la prima volta di dati tecnici e non più di sole ipotesi.

Debiti su debiti

Un ospedale nuovo da 600 milioni,in sostanza, è eccessivamente costoso, con la prospettiva di averne solo 73 a fondo perduto, di ricorrere a prestiti Inail per 289 di questi e ad altri 247 da Cassa depositi e prestiti e per arrivare a un indebitamento per una cifra considerevole. “Con i prestiti chiesti all’Inail – dice Di Bartolo – si avrebbe un ospedale del quale non si è proprietari e sul quale si dovrebbero pagare cifre alte di affitto all’anno. In questo modo ci andrebbe di mezzo la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. Il servizio sanitario regionale deve garantire prestazioni ai cittadini. Immaginiamo l’impatto suo conti pubblici, quale sarebbe“. Tra le altre cose, c’è pure una legge, come ricorda Giovannini, che non permette alle aziende sanitarie di indebitarsi più di un certo limite. Viene considerata come “irricevibile“, una proposta che porti a contrarre debiti che peserebbero poi sulle prestazioni.

Un confronto aperto

Si avanza così la possibilità di un intervento che possa ristrutturare e rimodernare l’attuale ospedale, il Santa Maria. “Lo stabile – dice Giovannini – per noi sta bene. Inoltre se si facesse un ospedale nuovo in un altro posto, che fine farebbe Cole Obito? Chi si insedierebbe, poi, in quell’area?” Per di più, a supporto di questa soluzione c’è anche una petizione che ha raccolto tra i cittadini più di duemila firme. “Sapete – dice ancora Giovannini – chi aveva chiesto per primo il nuvo ospedale? Un pool di imprese, che erano arrivate alla conclusione che Terni ne avesse bisogno. La politica aveva cavalcato la cosa, considerando l’idea di un project financing“. Si chiede, su tutto, un dialogo aperto in città. “Noi – fa sapere Di Bartolo – continueremo testardamente a chiedere un confronto e la partecipazione di tutti, compresi i cittadini. Ma su dati reali e oggettivi. Tutto il resto, è solo aria fritta“.

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2 mesi fa

“Noi – fa sapere Di Bartolo – continueremo testardamente a chiedere un confronto e la partecipazione di tutti, compresi i cittadini. Ma su dati reali e oggettivi. Tutto il resto, è solo aria fritta“.
In poco tempo sono state raccolte più di duemila firme a sostegno della ristrutturazione e ampliamento del NOSTRO ospedale. Ma l’opinione dei cittadini, chi l’ascolterà?

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2 mesi fa

Menomale che l’avete capito!!

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2 mesi fa

E’ una giusta proposta, gli spazi non mancano!!! Ciao.

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