L’Accordo di programma per gli Acciai speciali Terni firmato in estate ma al momento non ancora chiarito. Non arrivano ancora garanzie, nè segnali concreti. Dopo la presa di posizione del gruppo del Pd in Consiglio comunale che chiede la convocazione di una seduta consiliare aperta sull’argomento, ora si fa sentire anche il direttivo provinciale del settore metalmeccanici del sindacato Ugl. Attraverso il segretario Daniele Francescangeli, chiede garanzie proprio su questo accordo, aggiungendo sul piatto della bilancia anche la crisi del lavoro e la pressione fiscale alta imposta dalla Regione dell’Umbria nella sua ultima manovra contabile che va pesare in maniera forte anche sulle aziende.
Solo con precise garanzie
Riguardo all’Accordo di programma per l’Ast, che prevede investimenti oltre un miliardo di euro da parte della proprietà aziendale per il rilancio, la decarbonizzazione e la riconversione industriale della fabbrica, il sindacato Ugl ricorda: “Ad oggi si attende ancora la convocazione dei firmatari. L’accordo non è stato ancora chiarito nei suoi contenuti e i lavoratori attendono di conoscerli“. Come aggiunge Francescangeli, “gli investimenti annunciati e in parte già messi a terra possono rappresentare una svolta per Terni solo se accompagnati da garanzie precise: occupazione stabile, diritti, sicurezza e qualità del lavoro fatto di confronto paritetico soprattutto per l’indotto“. Ugl sollecita le istituzioni locali: “Dove sono le scelte strategiche? I piani di sviluppo? La difesa del territorio? Dove sono i nuovi investimenti annunciati? Ad esempio dove sono le verticalizzazioni nel settore dell’acciaio, come l’acciaio magnetico e nell’automotive, più volte presentate come la svolta per il territorio? Dove sono le grandi infrastrutture e i collegamenti, fondamentali per rendere Terni attrattiva per imprese e investitori?“.
Investire per il lavoro e sui giovani
Preoccupazione è espressa dal sindacato anche sul fenomeno del lavoro precario. “Ci viene riferito – sostiene Ugl metalmeccanici – di lavori sempre meno retribuiti, mentre intere generazioni restano intrappolate in contratti fragili, discontinui e sottopagati, con poche prospettive e senza futuro“. Con un appello ancora alle istituzioni: “Invece di aumentare le tasse, sarebbe stato necessario investire seriamente in politiche industriali moderne, su filiere produttive integrate, su incentivi mirati e su contributi capaci di attrarre investimenti e valorizzare i giovani come vere leve di sviluppo. E non condividiamo l’atteggiamento di chi tenta di scaricare ogni responsabilità solo sul Governo centrale. Tornate ad ascoltare i lavoratori“.
In ginocchio dalle tasse
In fatto di tasse, inevitabile l’attacco alla giunta regionale dell’Umbria e alla manovra fiscale recente, che pesa anche sulla situazione economica e industriale del territorio ternano: “Si torna a tartassare aziende, lavoratori e cittadini con aumenti delle tasse: un offesa monumentale e ingiustificata verso i lavoratori“. Il sindacato parla di un cambiamento, ma in negativo. “L’unica vera novità introdotta – afferma – sembra essere ‘più tasse per tutti’. Un autentico scandalo costruito su promesse disattese e incapacità amministrative. L’industria ternana attraversa uno dei momenti più complicati degli ultimi anni: produzione in affanno e prospettive industriali incerte. Mentre il lavoro manca, i giovani continuano a fuggire da Terni, costretti ad andare via per costruirsi un futuro che qui non viene più garantito“.