A Terni in due anni sono raddoppiati i casi di violenza domestica

I dati forniti dalla Procura generale in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario: Terni registra 459 iscrizioni e 149 richieste di misure cautelari nel periodo tra 30 luglio e 6 agosto 2025

La violenza di genere nel territorio ternano continua a rappresentare un’emergenza in crescita costante, come emerge dalla relazione del Procuratore Generale di Perugia presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026. I dati evidenziano un incremento drammatico dei casi trattati dall’autorità giudiziaria nel distretto umbro.

A Terni, l’attività giudiziaria ha registrato un’impennata significativa negli ultimi due anni. I procedimenti sono quasi raddoppiati, con 459 iscrizioni e 149 richieste di misure cautelari concentrate nel solo periodo compreso tra il 30 luglio e il 6 agosto 2025. Un dato che conferma l’intensificazione del fenomeno e la necessità di risposte tempestive da parte delle istituzioni.

Il sistema di monitoraggio presso le Procure del distretto umbro, attivato dalla Procura Generale, evidenzia trimestre dopo trimestre un aumento dei fascicoli trattati, in linea con la tendenza nazionale. Gli uffici giudiziari hanno costituito gruppi di lavoro specializzati per gestire i reati da “codice rosso”, potenziando le strutture dedicate alla tutela delle vittime.

Anche a Spoleto l’ufficio giudiziario ha dovuto adeguarsi all’incremento dei casi, aumentando da due a tre i magistrati specializzati. Nel periodo preso in esame si sono registrati 331 procedimenti da “codice rosso”, 40 casi di violenza sessuale e 86 di atti persecutori, con 42 misure cautelari ottenute dall’autorità giudiziaria.

La Procura di Perugia ha istituito un turno urgenze dedicato: tra luglio 2024 e giugno 2025 sono stati iscritti 516 procedimenti di violenza di genere, con 109 misure cautelari richieste, prevalentemente allontanamenti o divieti di avvicinamento. Nei casi di violazione delle prescrizioni, sono state adottate misure ancora più severe, fino alla custodia cautelare. L’autorità giudiziaria ha fatto largo uso dell’incidente probatorio per accelerare le indagini e tutelare le vittime.

Il distretto umbro ha registrato all’inizio del 2025 il primo caso di femminicidio a livello nazionale, oltre a quello commesso quasi contestualmente all’introduzione della nuova fattispecie di reato. Tali episodi dimostrano come l’inasprimento delle pene non sia sufficiente a prevenire condotte così gravi, che richiedono anche interventi culturali e formativi.

Già all’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario si era rilevato un balzo significativo delle notizie di reato e una crescita dei procedimenti davanti alla Corte d’Appello, con una percentuale significativa riferita a maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e atti persecutori.

Anche i dati della Procura per i Minorenni segnalano come la violenza di genere si manifesti sempre più in relazioni affettive tra adolescenti, anche in forma psicologica e digitale. Nel periodo considerato sono stati iscritti 54 procedimenti, con un ascolto tempestivo della parte offesa in molti casi.

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