La Regione Umbria ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Umbria, che riguarda il procedimento di Autorizzazione unica per l’impianto di biometano previsto in località Ponte Caldaro, nel Comune di Narni. La decisione è stata assunta dall’amministrazione regionale dopo la pronuncia del tribunale amministrativo e riguarda un progetto inserito nel quadro degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, oggetto di valutazioni tecniche e amministrative complesse.
Ad annunciare il ricorso è stato l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, che in una nota ha chiarito le motivazioni alla base della scelta. Secondo la Regione, esistono tutti gli elementi necessari affinché, in sede di appello, possa emergere la piena legittimità dell’operato amministrativo messo in campo nel corso dell’intero procedimento autorizzativo. Una posizione che punta a ribadire la correttezza delle decisioni assunte e delle modalità con cui sono state adottate.
Nel dettaglio, la Regione Umbria intende difendere in giudizio i profili motivazionali degli atti adottati, ritenuti solidi e coerenti con il quadro normativo di riferimento. L’amministrazione regionale sostiene inoltre la correttezza dell’iter procedimentale seguito, sottolineando come tutte le fasi previste dalla legge siano state rispettate, a partire dall’istruttoria tecnica fino allo svolgimento della conferenza di servizi, inclusi i lavori preparatori e gli esiti conclusivi.
Un passaggio centrale della posizione regionale riguarda proprio la conferenza di servizi, sede nella quale è stata espressa una posizione unitaria della Regione, fondata su valutazioni tecniche approfondite e su un’interpretazione puntuale della normativa vigente. Secondo quanto evidenziato dall’assessore De Luca, tali valutazioni avrebbero tenuto conto sia degli aspetti ambientali sia degli obiettivi legati allo sviluppo delle energie rinnovabili, settore considerato strategico a livello nazionale ed europeo.
La Regione ribadisce infatti la coerenza della propria azione amministrativa con la legislazione in materia di impianti da fonti rinnovabili, un ambito regolato da norme complesse che mirano a conciliare tutela ambientale, sicurezza dei territori e transizione energetica. In questo quadro, l’impianto di biometano di Ponte Caldaro rientra in una pianificazione che guarda alla produzione di energia sostenibile come leva per ridurre l’impatto ambientale e favorire l’economia circolare.