Gli affreschi San Francesco Ferentillo tornano al centro dell’attenzione nell’anno dedicato al Santo di Assisi. Nel territorio comunale emergono due raffigurazioni di grande valore storico e artistico che necessitano di un urgente intervento di recupero. Il primo dipinto si trova nella Collegiata di Matterella. Il secondo nella chiesetta del Rosario a Terria. Entrambi raffigurano San Francesco d’Assisi nell’atto di ricevere le stigmate. A segnalarne l’importanza è lo storico locale Carlo Favetti. Le opere, databili tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, rappresentano una testimonianza preziosa dell’arte umbra. Gli affreschi costituiscono un patrimonio identitario che oggi chiede tutela e valorizzazione.
L’opera della Collegiata di Matterella
Il più significativo tra gli affreschi San Francesco Ferentillo è quello conservato nella Collegiata di Matterella. L’opera, parzialmente occultata durante lavori di ampliamento nel XVI secolo, è rimasta a lungo nascosta dietro un quadro devozionale. Il dipinto raffigura San Francesco mentre riceve le stigmate, affiancato da frate Leone. Sullo sfondo compare una chiesa con campanile a guglia, probabilmente l’antica Collegiata affacciata sul fiume Nera. Secondo Favetti, l’autore sarebbe Orlando Merlini, detto il Perugino, con datazione intorno al 1500. L’artista ha già lasciato altre opere nella stessa chiesa, tra cui una Santa Lucia e una Madonna col Bambino. Gli affreschi San Francesco Ferentillo rappresentano dunque un tassello fondamentale della produzione rinascimentale locale.
Il dipinto della chiesetta di Terria
Il secondo degli affreschi San Francesco Ferentillo si trova nella cappelletta del Rosario a Terria. Anche qui è raffigurato il momento delle stigmate. L’opera è databile alla metà del XV secolo. Secondo le valutazioni, potrebbe essere attribuita a un pittore umbro seguace del Maestro di Eggi. Si tratta di un dipinto di buona fattura. La composizione richiama modelli diffusi in Umbria tra Quattro e Cinquecento. Tra i riferimenti stilistici compaiono artisti come Benozzo Gozzoli e Andrea della Robbia. Gli affreschi testimoniano quindi una stratificazione artistica che attraversa due secoli di storia.
Un patrimonio da salvare
Gli affreschi San Francesco Ferentillo non sono solo opere d’arte, sono memoria collettiva. Il dipinto della Collegiata, in particolare, è l’unica raffigurazione del poverello di Assisi presente nella chiesa. La sua conservazione è dunque prioritaria. Il rischio è che il deterioramento comprometta definitivamente dettagli iconografici e cromatici. Recuperare gli affreschi San Francesco Ferentillo significa preservare un capitolo importante della storia religiosa e artistica del territorio. Nell’anno dedicato a San Francesco, l’appello al restauro assume un valore ancora più forte.