Il Touch Football sbarca a Terni il prossimo 14 marzo con la seconda tappa del campionato nazionale, ospitata dalla Thyrus Touch Terni presso l’impianto Virgilio Maroso, in via del Cardellino. La squadra umbra, protagonista di una stagione ricca di risultati internazionali a partire dall’estate 2024, porta per la prima volta nella propria città un evento di campionato, aprendo le porte anche a curiosi e neofiti di questa disciplina in rapida crescita.
Cos’è il touch football e perché sta crescendo
Nato come variante del rugby a 13, il Touch Football si distingue per una regola che ne ridefinisce completamente la natura agonistica: il placcaggio è sostituito da un semplice tocco con la mano sull’avversario. L’eliminazione del contatto fisico diretto sposta il fulcro del gioco verso la tattica, la velocità di esecuzione e la coordinazione di squadra, rendendolo accessibile a un bacino di praticanti molto più ampio rispetto alle discipline di contatto tradizionali.
«Il Touch Football è uno sport che riesce a essere competitivo e inclusivo allo stesso tempo», afferma Elisa Natalini, presidente della Thyrus Touch. «Non esistono barriere di genere, età o esperienza: uomini e donne, adulti e bambini, atleti esperti e assoluti principianti condividono lo stesso campo e la stessa intensità di gioco».
A livello internazionale la disciplina è coordinata dalla Federation of International Touch, fondata nel 1985, ed è particolarmente diffusa in Australia. La sua espansione globale si fonda proprio su quella combinazione di spettacolarità e accessibilità che lo rende adatto tanto alla competizione quanto alla pratica amatoriale.
La stagione della Thyrus Touch tra Europa e campionato
Il club ternano arriva all’appuntamento del 14 marzo forte di un ciclo agonistico di alto livello. Tutto è iniziato nell’agosto 2024, quando il giovane Emanuele Borzini ha rappresentato la squadra agli Europei giovanili di Touch in Francia. Il percorso è proseguito con la vittoria nella Challenge Mixed nel giugno 2025 e si è concluso, sempre in estate, con la partecipazione di Borzini e Tommaso Cardinali alla Coppa Europa.
«Quello che abbiamo costruito in questi mesi va oltre i risultati sportivi», sottolinea Natalini. «Ospitare il campionato a Terni per la prima volta è per noi un traguardo che riflette la crescita dell’intero movimento e il lavoro di ogni singolo atleta della squadra».
Il trofeo: bronzo, oro 24 KT e marmo di Carrara
Uno degli elementi più attesi della giornata è il Trofeo Thyrus, premio riservato alla squadra vincitrice della tappa. Si tratta di una riproduzione del Thyrus, simbolo della città di Terni, realizzata dal maestro orafo Pierpaolo Montori: una scultura in bronzo bagnato in oro 24 KT, posizionata su una base in marmo di Carrara sulla quale verrà inciso in diretta, durante la cerimonia di premiazione, il nome della squadra vincitrice.
«Un trofeo del genere racconta qualcosa di importante: volevamo che il premio fosse all’altezza dello spirito della manifestazione», dichiara la presidente. «L’arte orafa di Montori e il simbolo del Thyrus legano questo evento in modo indissolubile alla nostra città».
Ospite speciale della giornata sarà il professor Marco Diamanti, artista e ideatore del Thyrus originale, che ha dato forma a questo simbolo identitario dell’immaginario ternano.
Un evento aperto alla città
La tappa del 14 marzo all’impianto Virgilio Maroso non è rivolta esclusivamente agli addetti ai lavori. L’organizzazione punta ad attrarre anche il pubblico cittadino, offrendo la possibilità di assistere dal vivo a una disciplina che coniuga il ritmo del rugby con la fluidità di uno sport senza scontri fisici.
«Invitiamo tutti a venire a scoprire il Touch», aggiunge Natalini. «È lo sport più facile da capire guardandolo per la prima volta, e spesso chi arriva da curioso se ne va con la voglia di giocare».