Giove, bambini della primaria scrivono a Mattarella sulla guerra: il Quirinale telefona agli alunni

Una lettera degli studenti della primaria al Presidente della Repubblica per parlare di guerra e pace riceve l’apprezzamento del Quirinale

Mattarella

Una lettera scritta dalle bambine e dai bambini della scuola primaria di Giove è arrivata fino al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dando vita a un dialogo inatteso tra gli alunni e il Quirinale. A firmarla sono stati gli studenti della pluriclasse quarta e quinta, guidati dalla maestra Roberta Passoni, che hanno deciso di rivolgersi direttamente al Capo dello Stato per porre alcune domande sui temi della guerra, della pace e delle responsabilità degli adulti.

L’iniziativa nasce all’interno della classe, dove ogni due settimane viene organizzata un’assemblea durante la quale gli alunni discutono insieme di problemi, proposte e riflessioni legate alla vita scolastica. Nel corso di questi incontri, le notizie sui conflitti nel mondo e le immagini trasmesse dai media hanno suscitato interrogativi tra i bambini, portandoli a interrogarsi su temi complessi come la guerra, l’uso delle armi e il futuro del pianeta.

Da queste riflessioni condivise è nata l’idea di scrivere direttamente al Presidente della Repubblica, con l’obiettivo di chiedere spiegazioni e cercare risposte a dubbi e domande emerse durante le discussioni in classe. Un gesto spontaneo che ha trasformato un’attività di educazione civica in un’occasione concreta di partecipazione e confronto.

La risposta non si è fatta attendere. Il 4 marzo la scuola ha ricevuto una telefonata dalla Presidenza della Repubblica, una sorpresa che ha emozionato studenti e insegnanti. A contattare l’istituto è stata la segretaria personale del Presidente Mattarella, che ha riferito l’apprezzamento del Capo dello Stato per l’iniziativa promossa in classe.

Dalla Presidenza è stato sottolineato in particolare il valore educativo delle assemblee periodiche organizzate dagli studenti, considerate un esempio significativo di educazione civica e partecipazione democratica. Il Quirinale ha evidenziato come momenti di confronto come questi possano aiutare bambine e bambini a sviluppare senso critico e consapevolezza sui temi che riguardano la società.

Il Presidente è rimasto inoltre colpito dalla profondità delle riflessioni espresse dagli alunni, soprattutto riguardo al tema della guerra. Nella comunicazione ricevuta dalla scuola è stato sottolineato come le domande formulate dai ragazzi dimostrino attenzione, sensibilità e capacità di interrogarsi su questioni di grande rilevanza internazionale.

L’iniziativa rappresenta un esempio di come la scuola possa diventare uno spazio di dialogo e partecipazione, in cui anche i più giovani possono confrontarsi con temi complessi dell’attualità. Attraverso il lavoro svolto in classe, gli studenti hanno potuto esprimere dubbi e curiosità, trasformando le notizie provenienti dal mondo in un’occasione di apprendimento e riflessione.

Il gesto degli alunni della primaria di Giove ha suscitato emozione all’interno della comunità scolastica e dimostra come le domande dei più piccoli possano aprire riflessioni profonde su temi come la pace e il futuro della società. L’esperienza vissuta dagli studenti rappresenta anche un esempio concreto di educazione civica attiva, in cui la partecipazione e il dialogo diventano strumenti di crescita e consapevolezza.

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