Il sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli ha reso pubblica, attraverso un intervento sui propri canali social, la situazione di una donna senza fissa dimora individuata nella zona del cimitero di Narni Scalo, precisamente sotto la pensilina degli autobus. L’intervento è stato pubblicato in risposta alle numerose segnalazioni arrivate alla sua amministrazione da parte di residenti preoccupati per la presenza della signora in quello spazio pubblico.
Il primo cittadino ha chiarito di essersi recato personalmente sul posto, accompagnato dall’Unità di Strada del Comune, per accertare lo stato di salute della donna e valutare la situazione direttamente. Insieme a lui erano presenti anche Simona e Alessandro, figure coinvolte nel monitoraggio del caso.
La donna è stata identificata dalle autorità competenti e risulta spostarsi da circa cinque anni in diverse zone d’Italia, senza una residenza stabile. Lucarelli la descrive come una persona lucida, istruita e consapevole, con una spiccata attenzione ai temi sociali e all’attualità politica.
L’amministrazione comunale ha precisato che alla donna sono state proposte più volte soluzioni alternative: un ricovero in struttura e un luogo sicuro dove dormire. La signora ha tuttavia rifiutato ogni forma di assistenza, esercitando una scelta consapevole e libera. Per ragioni legate al proprio senso di sicurezza, preferisce sostare in luoghi illuminati e frequentati, come le pensiline degli autobus, ritenendoli ambienti meno esposti a rischi.
Il ruolo dell’Unità di Strada e i limiti dell’intervento pubblico
Il caso mette in luce i confini dell’azione istituzionale nei confronti delle persone senza dimora che rifiutano volontariamente l’assistenza. Come sottolineato dallo stesso sindaco, senza il consenso consapevole della persona interessata non è possibile andare oltre la fornitura di beni di prima necessità come cibo e coperte.
L’Unità di Strada del Comune di Narni continuerà a monitorare la situazione con regolarità, garantendo alla donna un presidio di prossimità nel pieno rispetto della sua dignità e autonomia personale. Si tratta di un approccio orientato ai principi del lavoro sociale di comunità, che privilegia il contatto graduale e non coercitivo con le persone in condizione di fragilità.
Pensiline e spazi urbani come presidi di welfare informale
Nell’intervento, Lucarelli ha colto l’occasione per ampliare la riflessione sul ruolo degli spazi pubblici urbani. Il miglioramento e la manutenzione delle pensiline degli autobus viene indicato come un intervento concreto capace di offrire un minimo riparo a chiunque si trovi, per scelta o per necessità, in condizioni di vulnerabilità abitativa.
Questa prospettiva colloca il caso di Narni Scalo all’interno di un dibattito più ampio sulla funzione sociale delle infrastrutture urbane e sulla capacità delle amministrazioni locali di rispondere alla povertà estrema con strumenti sia formali che informali.