La revisione del piano dei rifiuti ha il via libera della giunta regionale umbra. Ridurre entro il 2030 a 100 chili per abitante la produzione di rifiuto indifferenziato, raggiungere entro lo stesso anno l’80% di raccolta differenziata e arrivare al 75% già nel 2028, abbattere il conferimento in discarica entro il limite europeo del 10% al 2035, nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo impianto di incenerimento. Adesso sarà il Consiglio regionale a votarlo per la definitiva adozione. “Cambiare davvero è possibile – dice l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca – e l’Umbria lo sta facendo. In un anno e mezzo, ascoltando i territori, le imprese e i cittadini, abbiamo sostituito un modello anacronistico di economia dello smaltimento, basato su inceneritori e discariche, con un vero modello di economia circolare basato su prevenzione, riciclo e recupero. Questo piano rimuove inoltre le criticità strutturali e le inefficienze che hanno pesato per decenni sulle famiglie e sulla competitività della nostra regione“.
I criteri dello strumento
Riguardo all’impiantistica, il nuovo piano stabilisce criteri già chiari, vale a dire il riuso di quelli già esistenti di trattamento meccanico e meccanico biologico, l’azzeramento del consumo di suolo su aree pubbliche già antropizzate, il rispetto del principio europeo degli investimenti fatti evitando di arrecare danni all’ambiente, la prossimità e l‘efficienza logistica. Come verificato e confermato nei documenti ufficiali di piano, per l’avvio delle nuove infrastrutture verranno impiegate risorse finanziarie regionali previste in bilancio integrate dai fondi europei Fesr della programmazione di coesione per il periodo dal 2021 al 2027. Inoltre, si stabilisce che la non realizzazione di un nuovo impianto per l’incenerimento comporta risparmi concreti anche alle bollette dei cittadini umbri, visto che la scelta opposta avrebbe gravato in maniera molto pesante proprio sull’intera popolazione regionale. Il prossimo passo è il voto in sede di Assemblea legislativa regionale.
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