È stato presentato il 1° ottobre 2026, in anteprima mondiale al Matera International Film Festival, “Fade Away”, il nuovo film di Ramin Niami. Un progetto nato fuori dagli schemi e realizzato anche tra Narni e Roma, con protagonisti Nicolas Porcelli e Anastasia Bay. Il film nasce da una scelta radicale. Niami ha deciso di rinunciare a una produzione cinematografica tradizionale per concentrarsi sulla storia e sugli attori. La sceneggiatura è stata scritta notte dopo notte, mentre le riprese sono state realizzate con un iPhone e un solo assistente sul set. «Avevo a disposizione quattro attori, un appartamento e la bellissima città di Narni come location, e allora ho pensato: “Perché aspettare uno sviluppo e un finanziamento infiniti? Perché non farlo e basta?”», racconta il regista.
Narni diventa parte della storia
Il viaggio in Italia ha dato origine all’idea del film. Niami ha scelto di mettere la tecnologia al servizio della narrazione, senza lasciarsi condizionare dai limiti di una produzione convenzionale. La macchina da presa diventa così uno strumento essenziale per seguire la storia e gli interpreti. Angolazioni insolite, scrittura dinamica e uno stile fluido e poetico costruiscono un racconto che intreccia memoria, realtà e immaginazione. «È stato creativamente liberatorio», spiega Niami. «Mi ha dato la libertà di seguire un’idea nel momento in cui mi veniva in mente, invece di doverla adattare a una struttura produttiva tradizionale e predeterminata».
Un mistero costruito giorno dopo giorno
Uno degli aspetti più particolari di “Fade Away” riguarda il modo in cui sono nati i personaggi. Gli attori interpretano versioni romanzate di se stessi e hanno scoperto la storia progressivamente, durante la lavorazione. La regia ha lasciato ampio spazio all’improvvisazione. I protagonisti hanno potuto attingere ai propri ricordi e alla propria quotidianità, senza limitarsi a rappresentarli. Una scelta che, secondo Niami, ha contribuito a creare «l’intimità e l’imprevedibilità di cui il film aveva bisogno». Il regista, però, conosceva fin dall’inizio il punto di arrivo. «Sapevo fin dall’inizio come volevo che il film finisse e quale sarebbe stato il colpo di scena finale, così ho lavorato a ritroso», racconta. L’obiettivo era costruire il mistero in modo naturale, lasciandolo emergere dalle situazioni quotidiane.
Nicolas Porcelli e Anastasia Bay: personaggi scoperti sul set
Per Nicolas Porcelli, protagonista del film, la costruzione del personaggio è partita dalla sua esperienza personale. Anthony è uno scrittore di New York di origini italiane. L’attore ha cercato di evitare stereotipi, guardando invece alla varietà delle persone incontrate nella propria vita. «Gli scrittori e gli artisti in generale hanno un’individualità, un’unicità: non sono la norma, a prescindere dalle loro origini», spiega Porcelli. Da qui la scelta di costruire Anthony come «un originale». Anche Anastasia Bay racconta un percorso costruito progressivamente. «Dato che la storia veniva scritta giorno per giorno, discutevamo dei nostri personaggi, li lasciavamo crescere dentro di noi e poi li lasciavamo vivere nelle circostanze date», racconta l’attrice. Un metodo di lavoro che ha richiesto fiducia e presenza costante. Secondo Bay, Niami ha creato «un ambiente così sicuro» da permettere agli interpreti di rimanere concentrati e di vivere la logica emotiva di ogni scena, ripresa dopo ripresa.
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