Bandecchi: “Troppe 450.000 firme per le elezioni, sarà come Irlanda del Nord”

Il sindaco e leader di Alternativa Popolare interviene sui requisiti per partecipare alle elezioni e richiama il caso dell’Irlanda del Nord

Stefano Bandecchi critica le regole per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle nuove forze politiche alle elezioni, definendo la legge elettorale “sbagliata almeno nella raccolta delle firme”. Il leader di Alternativa Popolare, sindaco di Terni e presidente della Provincia, è intervenuto attraverso un video pubblicato sui social, sostenendo che requisiti eccessivamente elevati rischierebbero di ostacolare l’accesso alla competizione elettorale. Nel suo intervento Bandecchi ha anche richiamato, attraverso un controverso parallelismo politico, la storia del conflitto nordirlandese e dell’Ira, collegandolo al tema della rappresentanza istituzionale.

Bandecchi interviene sulla raccolta delle firme

Il punto centrale dell’intervento riguarda il numero di sottoscrizioni richieste per consentire a una nuova formazione politica di partecipare alle elezioni.

“Prima per presentare un nuovo partito servivano 75 mila firme, una cosa tremenda, insopportabile, oggi ne servono 450 mila, ancora più tremendo e ancora più insopportabile”, ha affermato Bandecchi nel video.

Le cifre vengono indicate dal leader di Alternativa Popolare nel suo intervento e costituiscono il presupposto della critica avanzata nei confronti delle regole elettorali.

Bandecchi pone soprattutto una questione di accesso alla competizione politica, sostenendo che dovrebbe essere il voto degli elettori a determinare il peso e l’eventuale ingresso in Parlamento di una formazione.

“Devono essere i cittadini a decidere”

Il sindaco di Terni si è quindi interrogato sugli effetti che, a suo giudizio, potrebbero derivare da requisiti particolarmente onerosi per la presentazione delle liste.

Bandecchi ha chiesto se sia corretto “lasciare fuori dal Parlamento coloro che vorrebbero entrare e si danno al voto con il quale i cittadini possono decidere in modo democratico, se debbono entrare o no”.

Il ragionamento espresso dal leader di Alternativa Popolare riguarda quindi il rapporto tra le condizioni necessarie per presentarsi alle elezioni e la successiva possibilità per gli elettori di scegliere attraverso il voto.

La richiesta avanzata da Bandecchi è quella di ridurre il numero delle firme necessarie, riportandolo su livelli inferiori rispetto a quelli da lui indicati come attualmente richiesti.

Il richiamo all’Ira e all’Irlanda del Nord

Nel corso del video, Bandecchi ha utilizzato anche un riferimento alla storia dell’Irlanda del Nord e dell’Ira, inserendolo nel suo ragionamento sulla necessità di garantire rappresentanza attraverso gli strumenti democratici.

“Lasciandoli fuori sapete che succede? – ha proseguito – Quello che successe quando l’Ira faceva gli attentati in Irlanda del nord. Solo entrando con un partito all’interno del Parlamento si sono fermati. Attenzione, lasciare le persone fuori significa creare grandi problemi”.

Si tratta del parallelismo formulato da Bandecchi per sostenere la propria critica alle barriere che, nella sua valutazione, limiterebbero la partecipazione politica.

La storia del conflitto nordirlandese e del processo di pace è stata caratterizzata da molteplici fattori politici, istituzionali e diplomatici e non può essere ricondotta al solo ingresso di un partito in Parlamento. Il riferimento all’Ira rappresenta quindi l’argomentazione utilizzata da Bandecchi nel video e non una ricostruzione complessiva delle cause che portarono alla progressiva cessazione della violenza e al processo di pace.

La proposta: ridurre il numero delle sottoscrizioni

Nella parte finale dell’intervento, il leader di Alternativa Popolare ha indicato quale dovrebbe essere, secondo lui, la direzione da seguire per modificare le regole.

“Le firme devono tornare a essere un massimo di 75 mila, se non 25 come in Germania”, ha concluso Bandecchi.

La posizione espressa punta dunque a una riduzione del numero delle sottoscrizioni richieste per partecipare alla competizione elettorale, con l’obiettivo dichiarato di rendere più semplice l’accesso alle elezioni da parte delle nuove formazioni.

Redazione

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