La quarta commissione consiliare di Terni, riunita il 1° ottobre 2026 a Palazzo Spada, ha vissuto una seduta interrotta dall’allontanamento del consigliere Guido Verdecchia, del gruppo misto. A disporlo è stato il presidente Francesco Maria Ferranti, capogruppo di Forza Italia, che ha chiesto l’intervento della polizia locale per eseguire il provvedimento. La commissione, organismo di garanzia e controllo, stava ascoltando a porte chiuse l’assessore al bilancio Michela Bordoni. L’audizione era stata convocata per chiarire la chiusura della farmacia Afm di Sabbione, conseguente a una delibera dell’Usl Umbria 2.
La dinamica della seduta
Secondo la ricostruzione, la tensione è nata quando Ferranti ha corretto una presunta imprecisione nell’intervento preliminare di Verdecchia. La replica del consigliere ha provocato un’escalation verbale che ha reso impossibile proseguire l’audizione. Il presidente ha giudicato i toni non conformi al corretto svolgimento dei lavori e ha disposto l’espulsione dall’aula.
Stando ai testimoni, l’allontanamento ha permesso di concludere la discussione sul presidio farmaceutico senza ulteriori incidenti. Il diverbio, però, è proseguito fuori dall’aula e ha coinvolto altri commissari. Ferranti ha riferito di un alterco, dentro e fuori l’aula, tra Verdecchia e il capogruppo di Futuro Nazionale Masselli, con termini a suo dire “fuori posto”.
La versione del presidente Ferranti
In una lettera pubblicata sul sito del Comune, Ferranti ha segnalato “l’ennesimo episodio” di presunta intemperanza e mancato rispetto del regolamento da parte di Verdecchia. Nella lettera sostiene che il consigliere abbia preso la parola senza prenotazione né autorizzazione e abbia urlato senza microfono. Al richiamo, afferma, si sarebbe alzato “con modi minacciosi”, raggiungendo il microfono acceso del banco di presidenza e spostandogli la mano per attivarlo. Questo lo avrebbe costretto a sospendere i lavori e a chiamare la polizia locale.
Ferranti ha spiegato di non aver concesso a Verdecchia la parola sul fatto personale, che scatta solo quando si viene offesi o lesi nella propria dignità. Ha aggiunto che episodi simili si ripeterebbero da mesi, in commissione e in consiglio comunale, e ha chiesto di affrontare la questione in conferenza dei capigruppo, scrivendo al presidente del consiglio comunale per ottenerne la convocazione urgente. Ha poi precisato che il suo gesto non riguarda lo scontro personale: secondo lui il conflitto è con l’istituzione commissione che presiede.
Il presidente ha inoltre richiamato i costi delle sedute improduttive, perché i lavori sospesi comportano comunque il gettone di presenza, a carico dei cittadini. Ha infine escluso di voler presentare denuncia: “non andrò a denunciare Verdecchia in procura per non ingombrare gli uffici giudiziari con fatti irrilevanti, ma deve rispettare le regole”.
La replica di Guido Verdecchia
Verdecchia ha risposto con una nota in cui definisce l’intervento della polizia locale un abuso istituzionale e respinge l’accusa di aggressione: “Nessuna aggressione da parte mia”. Nella sua versione, dopo aver usato il microfono per deriderlo e silenziarlo, Ferranti si sarebbe avvicinato con atteggiamento fisicamente minaccioso, e lui si sarebbe limitato a tenerlo lontano per tutelare il proprio spazio personale.
Il consigliere ha criticato la pubblicazione integrale della lettera sul sito istituzionale, parlando di accuse non verificate e senza contraddittorio. Ha dichiarato di aver chiesto formalmente l’intervento del Segretario Generale e ha sfidato chiunque a pubblicare le registrazioni audio/video della seduta a porte chiuse. Ha riferito di valutare azioni “in tutte le sedi competenti” a difesa della propria onorabilità. Ha anche ricordato episodi precedenti in commissione e in consiglio, che attribuisce a Ferranti.
Il nodo politico: il ruolo di Ferranti
La nota di Verdecchia solleva anche una questione politica. Ferranti, attualmente sospeso da Forza Italia per aver accettato da Bandecchi il ruolo di vicepresidente della Provincia, presiede l’organo di controllo sull’operato della Giunta. Bandecchi è sia sindaco di Terni sia presidente della Provincia. Verdecchia si domanda: “Come si può controllare in modo terzo e imparziale il Sindaco, se si è alle sue dirette dipendenze politiche in un altro ente?”.
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