A largo don Minzoni, all’inizio di via Cesare Battisti, torna l’allarme per la conservazione del bastione altomedievale, importante testimonianza del patrimonio storico e artistico inserita nel tessuto urbano della città. A sollevare nuovamente il problema è lo storico Carlo Favetti, che segnala la ricrescita di un fico selvatico sulla parte esterna della copertura della struttura. L’arbusto, già rimosso in passato grazie a un intervento dell’amministrazione comunale, potrebbe con il progressivo sviluppo delle radici rappresentare un rischio per gli antichi blocchi di pietra. Favetti rivolge quindi un nuovo appello al Comune e, in particolare, all’assessore Sergio Anibaldi, chiedendo una soluzione radicale e definitiva.
Il bastione rappresenta infatti una testimonianza delle antiche mura urbiche di Interamna e, oltre al suo valore storico e architettonico, conserva anche un particolare significato religioso per la presenza al suo interno di una statua della Madonna oggetto di venerazione.
Il fico selvatico torna a crescere sul monumento
La situazione non è nuova. Il problema era già stato portato all’attenzione dell’amministrazione comunale alcuni anni fa, quando la vegetazione spontanea aveva iniziato a svilupparsi sulla struttura. In quella circostanza il Comune era intervenuto rapidamente procedendo alla bonifica dell’area.
A distanza di tempo, tuttavia, il fico selvatico è tornato a crescere, riportando in primo piano la necessità di salvaguardare un manufatto che ha attraversato secoli di storia e che, proprio per la sua antichità, richiede particolare attenzione sotto il profilo della conservazione.
Il punto maggiormente delicato riguarda l’apparato radicale della pianta. La crescita delle radici tra le pietre potrebbe infatti contribuire al deterioramento della muratura, rendendo necessario un intervento capace non soltanto di eliminare la parte visibile dell’arbusto, ma di impedirne una nuova proliferazione.
L’appello dello storico Carlo Favetti
Favetti ricorda di avere già segnalato pubblicamente la questione quando Andrea Giuli ricopriva l’incarico di assessore. In quell’occasione la richiesta aveva ottenuto una risposta da parte dell’amministrazione.
“Tempo fa – afferma lo storico Carlo Favetti – avevo esposto allora Assessore e amico Andrea Giuli, tramite questo giornale, lo stato di degrado provocato dalla crescita di un fico selvatico nella parte esterna della copertura del bastione, le cui radici con la crescita potevano indebolire la struttura inserendosi tra i blocchi di pietra. L’appello fu accolto dall’amministrazione comunale che tempestivamente provvide alla bonifica. Ma purtroppo non fu esaustivo”.
La ricomparsa della pianta dimostrerebbe, secondo la segnalazione, che la precedente operazione di bonifica non è riuscita a risolvere definitivamente il problema. L’attenzione torna quindi sulla necessità di individuare una modalità di intervento che possa evitare ulteriori ricrescite.
La richiesta di un intervento definitivo
Lo storico si rivolge ora direttamente all’assessore Sergio Anibaldi, chiedendo che la questione venga nuovamente presa in considerazione dall’amministrazione comunale.
“Oggi ritorna l’emergenza e quel fico selvatico è tornato a crescere e a minacciare la struttura medievale fragile per i secoli di storia. Quindi oggi faccio appello all’Assessore Sergio Anibaldi affinché prenda a cuore il problema, e si possa, una volta per tutte, estirpare in modo radicale e definitivo l’arbusto”.
La richiesta è dunque quella di procedere a un intervento risolutivo, in grado di eliminare il fico selvatico e soprattutto il suo apparato radicale, compatibilmente con le esigenze di tutela del manufatto storico.
Un bastione tra storia urbana e devozione
La rilevanza del sito non è legata esclusivamente alle caratteristiche architettoniche. Il bastione altomedievale costituisce un elemento della memoria storica della città, in quanto avanzo del sistema delle antiche mura urbiche di Interamna. La sua posizione nell’attuale tessuto cittadino rende inoltre immediatamente visibile il rapporto tra la città contemporanea e le testimonianze del suo passato.
Alla dimensione storica si aggiunge quella spirituale. All’interno del bastione è infatti custodita una statua della Madonna, elemento che nel tempo ha attribuito al luogo anche un valore religioso e devozionale.
Il monumento era stato oggetto, alcuni anni fa, di lavori di restauro e consolidamento. Proprio gli interventi effettuati per conservarne la struttura rendono oggi particolarmente rilevante la segnalazione relativa alla nuova crescita della vegetazione spontanea. L’attenzione è concentrata sulla necessità di evitare che le radici possano insinuarsi ulteriormente fra gli elementi lapidei e compromettere nel tempo la stabilità delle parti più vulnerabili del manufatto.
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