Fcu, la tratta Terni-Ponte San Giovanni potrebbe riaprire a fine 2027

Il punto dell'assessore regionale alle Infrastrutture sui cronoprogrammi di Rete Ferroviaria Italiana per la Ferrovia Centrale Umbra: attivazione Ertms nel 2027, lavori al Nord fino al 2028 e il nodo dei furti di rame.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti ha illustrato in Consiglio regionale lo stato di avanzamento della Ferrovia Centrale Umbra (FCU), rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri Enrico Melasecche Germini e Donatella Tesei. Il quadro dei tempi di riattivazione si basa sull’ultimo confronto con Rete Ferroviaria Italiana (RFI), tenutosi il 3 settembre. Secondo l’assessore, la linea è seguita con un monitoraggio costante, per capire quando potranno tornare in servizio le diverse tratte e quali ostacoli possano rallentare i lavori.

“I tempi di realizzazione della Ferrovia Centrale Umbra rappresentano una priorità assoluta per questa Amministrazione”, ha dichiarato De Rebotti, precisando che il dossier è seguito attraverso interlocuzioni continue con RFI.

Tratta centrale: attivazione entro la seconda parte del 2027

Sulla tratta Ponte San Giovanni-Città di Castello i lavori di rinnovo dell’armamento risultano sostanzialmente conclusi. L’attivazione del nuovo sistema Accm e dell’Ertms di Livello 2 è prevista entro la seconda parte del 2027. Resta però subordinata alla conclusione dell’iter tecnico-autorizzativo sulla sicurezza, di competenza di Ansfisa, attualmente programmato per la metà di giugno 2027.

Tratta Sud: riapertura subito dopo

Per la tratta Terni-Ponte San Giovanni l’attivazione integrale della linea, compresa la tecnologia Ertms, avverrà immediatamente dopo la tratta centrale, sempre previo passaggio da Ansfisa. De Rebotti ha spiegato che si procede in linea con l’iniziale programmazione degli interventi sulle due tratte, ereditata dal precedente governo della Regione, con il massimo sforzo per contenere i tempi di riattivazione.

Tratta Nord: opere civili fino a ottobre 2028

Sul versante tra Città di Castello e Sansepolcro la conclusione dei lavori sull’armamento è prevista tra gennaio e febbraio 2027. Le opere civili, comprese quelle su ponti e stazioni, dovrebbero terminare entro ottobre 2028. Successivamente partiranno gli interventi su segnalamento ed energia. Le tempistiche di dettaglio, inclusa l’installazione dell’Ertms, saranno definite da RFI con la stipula dei relativi contratti.

Furti di rame: sette denunce in otto mesi

L’assessore ha affrontato anche il tema dei furti di rame che hanno interessato le tratte ancora in fase di riattivazione. RFI ha comunicato alla Regione la presentazione di sette denunce tra gennaio e agosto 2026 per l’asportazione di ingenti quantità di cavi. La Regione ha richiamato il gestore al rispetto degli obblighi previsti dall’Atto di Concessione e dal Contratto di Programma, che gli attribuiscono la custodia e la sicurezza del patrimonio ferroviario, e ha chiesto di adottare tutte le misure necessarie per prevenire nuovi episodi.

De Rebotti ha chiarito che i danni economici derivanti dai furti non potranno ricadere sulle casse regionali. Al momento RFI non ha comunicato alcuno slittamento delle date di riapertura direttamente imputabile a questi episodi, per cui le tempistiche restano quelle indicate dal soggetto attuatore.

Verso un’infrastruttura di interesse nazionale

Tra le prospettive indicate dall’assessore c’è la trasformazione della linea in infrastruttura di interesse nazionale, attraverso l’acquisizione in proprietà dello Stato. Sono previsti anche gli interventi necessari per portarla a linea a 18 tonnellate, in grado di ospitare convogli più grandi dei Minuetto. Ciò consentirebbe tracce nazionali di collegamento diretto Perugia-Terni-Roma, in alternativa e in aggiunta alla linea tradizionale.

De Rebotti ha assicurato verifiche periodiche con RFI sugli interventi e ha spiegato che la Regione chiede di verificare ogni possibile margine di accelerazione. L’obiettivo dichiarato è che i ritardi non pesino su cittadini, studenti e pendolari, restituendo all’Umbria una ferrovia moderna, sicura e integrata nel sistema regionale della mobilità.

Redazione

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