Il numero 116117 è pienamente operativo in tutta l’Umbria per rispondere ai bisogni sanitari non urgenti e orientare i cittadini verso i servizi territoriali. La nuova Centrale telefonica, gratuita e disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni, è stata presentata a Palazzo Donini dalla Regione Umbria dopo il completamento dell’attivazione nei 12 distretti sanitari regionali, avvenuto il 17 settembre 2026. Il servizio, gestito dall’Usl Umbria 1 come azienda capofila, ha già registrato 28.893 telefonate tra il 22 maggio e il 5 ottobre, con un tempo medio di risposta di circa 50 secondi. L’obiettivo è offrire ai cittadini un accesso diretto all’assistenza territoriale, riducendo il ricorso non necessario ai Pronto soccorso e facilitando il collegamento con la Continuità assistenziale.
Quando chiamare il 116117 e quali servizi offre
Il 116117 è il numero da utilizzare quando si presenta un problema sanitario che richiede orientamento o assistenza, ma non costituisce un’emergenza immediata.
La chiamata è gratuita sia da telefono fisso sia da cellulare.
Gli operatori raccolgono le informazioni sul bisogno segnalato, verificano la presenza di eventuali indicatori di urgenza e individuano il percorso assistenziale più appropriato.
Quando emerge una situazione urgente, la chiamata viene trasferita immediatamente al 118. Negli altri casi, la Centrale può fornire informazioni, attivare un teleconsulto oppure indirizzare il cittadino verso la Continuità assistenziale e gli altri servizi territoriali.
Tra le strutture raggiungibili attraverso il sistema figurano i distretti sanitari, i servizi per le dipendenze, i dipartimenti di salute mentale, gli assistenti sociali, i Punti unici di accesso e i Centri unici di prenotazione.
Il numero non sostituisce quindi il sistema dell’emergenza sanitaria, ma rappresenta un canale dedicato alle necessità non urgenti.
In presenza di un’emergenza sanitaria, resta necessario rivolgersi direttamente al 112 o al 118.
Quasi 29mila telefonate nei primi mesi
I dati illustrati durante la presentazione mostrano il volume delle richieste ricevute dalla Centrale durante la fase di attivazione progressiva.
Dal 22 maggio al 5 ottobre 2026 sono state gestite 28.893 chiamate. Di questo periodo, soltanto gli ultimi 19 giorni hanno riguardato il funzionamento sull’intero territorio regionale.
<text>Il 79,95% delle chiamate ha ricevuto risposta entro un minuto, mentre il tempo medio di attesa è stato di 50 secondi.</text>
La durata media delle conversazioni è risultata di poco superiore ai cinque minuti.
Per quanto riguarda la destinazione delle richieste, l’87,15% dei casi è stato indirizzato alla Continuità assistenziale, circa l’11% ha riguardato esigenze informative e soltanto l’1,41% è stato trasferito al 118.
A regime, la struttura gestisce mediamente 320 telefonate al giorno, con un massimo registrato di 1.124 contatti.
La proiezione annuale, sulla base dei volumi stabilizzati, è di circa 117mila chiamate.
Guardie mediche, visite e assistenza domiciliare
Una parte significativa del lavoro della Centrale riguarda il collegamento con la Continuità assistenziale, il servizio comunemente conosciuto come guardia medica.
Dall’analisi delle richieste indirizzate a questo servizio emerge che il 36,09% dei casi viene risolto telefonicamente, con una durata media dell’intervento di circa sette minuti.
Nel 55,25% delle situazioni è invece necessaria una visita ambulatoriale, che richiede mediamente 12-13 minuti.
Le visite domiciliari rappresentano il 7,94% dei casi, ma assorbono il 26,1% del tempo medico complessivo, con una durata media di circa 40 minuti.
Questi dati, secondo la Regione, confermano l’utilità di una valutazione preliminare telefonica per distinguere i bisogni gestibili a distanza da quelli che richiedono un intervento diretto del personale sanitario.
L’organizzazione punta anche a riservare le visite a domicilio alle persone che ne hanno effettiva necessità, con particolare attenzione ai pazienti anziani e fragili.
Il servizio copre 12 distretti e 41 sedi di Continuità assistenziale
La Centrale ha sede a Perugia, in via XIV Settembre, ma opera per l’intero territorio umbro.
Il sistema mette in collegamento 12 distretti sanitari e 41 sedi di Continuità assistenziale, oltre ai principali servizi sanitari e sociosanitari regionali.
L’attività è organizzata su due livelli.
Il primo coinvolge operatori formati che accolgono le chiamate, individuano la posizione del cittadino, raccolgono le informazioni attraverso un’intervista strutturata e indirizzano la richiesta.
Il secondo livello è affidato agli infermieri della Centrale, che intervengono nelle valutazioni clinico-assistenziali, forniscono indicazioni di autocura e gestiscono i casi più complessi.
La piattaforma informatica consente inoltre il collegamento con i sistemi regionali e con la rete dell’emergenza 112/118, favorendo la continuità delle informazioni.
Proietti: «Una rivoluzione organizzativa nella sanità pubblica»
Durante la presentazione, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha sottolineato il significato del completamento della copertura regionale.
«Con l’attivazione del 116117 in tutti i 12 distretti completiamo una vera rivoluzione organizzativa nella sanità pubblica dell’Umbria», ha dichiarato.
La presidente ha evidenziato che la gestione affidata all’Usl Umbria 1 permette di offrire un servizio uniforme a circa 850mila cittadini, dalle aree settentrionali della regione fino a Norcia e Orvieto.
Proietti ha inoltre richiamato la necessità di promuovere la conoscenza del numero nelle scuole e nelle comunità.
«Il messaggio che dobbiamo fare arrivare con forza […] è semplice: il 116117 viene prima del 118», ha affermato, riferendosi alle richieste sanitarie non urgenti per le quali è opportuno contattare la Centrale prima di recarsi in una struttura sanitaria.
La presidente ha ringraziato anche Daniela Donetti, direttrice regionale Salute e Welfare, per il lavoro svolto nell’avvio del servizio.
Meno accessi impropri al Pronto soccorso
Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa è alleggerire la pressione sui reparti di emergenza, indirizzando verso i servizi territoriali i cittadini che non necessitano di cure ospedaliere urgenti.
Enrica Ricci, dirigente regionale del servizio Programmazione e controllo strategico del Servizio sanitario regionale, ha richiamato i dati Agenas, secondo cui circa il 20% degli accessi complessivi al Pronto soccorso riguarda bisogni non urgenti o urgenze minori potenzialmente gestibili sul territorio.
La direttrice regionale Daniela Donetti ha descritto il 116117 come uno strumento di integrazione tra Continuità assistenziale, Case della comunità, medici di medicina generale e rete dell’emergenza.
Per Emilio Paolo Abbritti, dirigente regionale del servizio Programmazione assistenza territoriale e integrazione sociosanitaria, il sistema valorizza anche l’assistenza a domicilio, attraverso il collegamento con la telemedicina e con la rete degli oltre 300 infermieri di famiglia.
Più chiamate nei fine settimana e nelle ore serali
L’analisi dei flussi telefonici evidenzia una maggiore concentrazione delle richieste nei momenti in cui l’assistenza sanitaria ordinaria è meno disponibile.
Il 52,8% delle telefonate arriva tra sabato e domenica, con il picco nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 12.
Durante i giorni feriali, invece, quasi metà delle chiamate giornaliere si concentra tra le 20 e le 24.
Queste informazioni saranno utilizzate per adeguare l’organizzazione dei turni e la presenza delle diverse professionalità alle fasce di maggiore domanda.
I dati contribuiranno anche alla programmazione dei servizi nelle aree interne e montane, dove le distanze e i tempi di percorrenza rappresentano fattori rilevanti nell’accesso alle cure.
Ciotti: «Abbiamo già risposto a circa 30mila chiamate»
Il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, ha evidenziato il lavoro svolto dagli operatori durante la progressiva estensione del servizio.
«Dietro il 116117 c’è una squadra che ascolta e aiuta le persone a trovare l’assistenza giusta. Abbiamo già risposto a circa 30mila chiamate: bisogni concreti di cittadini che chiedono aiuto e orientamento», ha dichiarato.
Ciotti ha attribuito i risultati alla collaborazione tra gli operatori e i professionisti coinvolti nella realizzazione della rete.
Un apprezzamento è arrivato anche dal Ministero della Salute.
In collegamento online, Giovanna Giannetti, dirigente medico della Direzione generale della programmazione sanitaria, ha ricordato che l’Umbria rientra nel gruppo delle regioni italiane che hanno già completato l’attivazione del numero unico europeo.
Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, la copertura completa è stata raggiunta da circa il 60% delle regioni italiane.
La prossima fase: informare i cittadini sull’utilizzo del numero
Con il completamento della copertura territoriale, Regione e aziende sanitarie avvieranno una nuova fase di comunicazione rivolta alla popolazione.
Un dato evidenziato durante la presentazione riguarda le modalità di accesso alla guardia medica: il 53,8% degli utenti continua a presentarsi direttamente nelle sedi di Continuità assistenziale senza aver prima contattato il 116117.
Per questo saranno coinvolti anche i medici di medicina generale e i servizi territoriali, con l’obiettivo di far conoscere il funzionamento della Centrale.
La campagna punterà a diffondere una semplice indicazione operativa: per i bisogni sanitari non urgenti, telefonare al 116117 prima di spostarsi.
L’attivazione completa del numero rappresenta inoltre una delle componenti dell’organizzazione territoriale che accompagnerà l’attua
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