Discarica Le Crete, scontro in Regione sull’ampliamento da 350.000 metri cubi

Piano regionale dei rifiuti dell’Umbria: opposizione e M5S si dividono sul procedimento PAUR per la discarica di Orvieto, tra accesso agli atti, DGR del 2022 e il voto del CAL

Il nuovo Piano regionale dei rifiuti dell’Umbria, presentato dall’assessore De Luca, è al centro di uno scontro politico sulla discarica Le Crete di Orvieto. I consiglieri regionali di minoranza hanno contestato alla Giunta Proietti un procedimento autorizzativo per l’ampliamento di 350 mila metri cubi, avviato nel mese di luglio 2026. Secondo i firmatari, il procedimento sarebbe in contrasto con l’impegno a “nessun ampliamento delle discariche”. Il consigliere del Movimento 5 Stelle Luca Simonetti ha replicato che l’intervento deriva da atti della precedente Giunta Tesei.

La posizione della minoranza

La nota è firmata da Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc). I consiglieri sostengono che la questione riguardi “atti amministrativi” e non interpretazioni politiche. Per questo hanno presentato una richiesta formale di accesso agli atti alla Direzione Ambiente, chiedendo copia dei provvedimenti autorizzativi e della documentazione sull’ampliamento.

Secondo i firmatari, dalla documentazione trasmessa non risulta alcun documento che attesti una precedente autorizzazione all’ampliamento. Ne ricavano che la ricostruzione di De Luca sarebbe smentita dagli stessi uffici regionali. A loro avviso non si tratterebbe di un ampliamento già autorizzato in passato, ma di un nuovo procedimento PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) in corso sotto la responsabilità della Giunta Proietti. Il procedimento prevede una Conferenza dei servizi e un provvedimento conclusivo.

I consiglieri chiedono quindi all’assessore di bloccare immediatamente l’ampliamento e di non attribuire responsabilità alla precedente amministrazione. Richiamano inoltre le 1.400 firme raccolte a Orvieto contro l’intervento, che la presidente Proietti, a loro giudizio, non può ignorare.

La replica di Simonetti

Simonetti ricorda che l’argomento è stato discusso in Aula pochi giorni prima, con un’interrogazione a sua prima firma. Sostiene che gli atti siano pubblici e consultabili e che l’ampliamento sia “programmato, approvato e blindato” dalla Giunta Tesei. La D.G.R. n. 2 del 5 gennaio 2022 avrebbe stabilito un ampliamento complessivo di 1.000.000 di metri cubi da ripartire tra le tre discariche strategiche della regione. La misura sarebbe poi stata recepita nel Piano regionale dei rifiuti (PRGIR) approvato nel 2023 con la deliberazione consiliare n. 360.

Per Simonetti, l’istanza di PAUR depositata il 15 luglio 2026 dalla società Orvieto Ambiente srl è un adempimento tecnico dovuto. L’Avviso al Pubblico, afferma, richiama l’ottemperanza alla DGR n. 2/2022. Gli uffici regionali avrebbero avuto l’obbligo di legge di avviare l’iter e non la facoltà di cancellare atti di indirizzo vincolanti.

Il consigliere M5S interpreta la nota dell’opposizione come un tentativo di coprire le responsabilità della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. Ricorda che la sindaca avrebbe espresso voto favorevole in sede di CAL sulla delibera del Piano rifiuti del centrodestra. Quel piano, secondo Simonetti, prevedeva la riduzione delle discariche regionali da cinque a tre (Borgogiglione, Belladanza e Le Crete). Nell’atto del CAL si stabiliva inoltre che, a regime e anche dopo l’eventuale entrata in funzione di un inceneritore da 250 milioni di euro, sarebbero rimaste attive solo Belladanza e Le Crete, per accogliere oltre 60.000 tonnellate annue di scarti e ceneri.

Simonetti ha definito la posizione dell’opposizione un “teatrino politico dell’assurdo” e ha invitato i colleghi a “tornare a studiare i documenti pubblici”. Ha infine assicurato che la Giunta Proietti e la maggioranza proseguiranno nella transizione verso l’economia circolare, nel recupero di materia e nel superamento di incenerimento e conferimento in discarica, garantendo trasparenza.

Redazione

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13 ore fa

Fortuna che il tempo passa e di ‘sti soggetti del campo largo, in questa porcata di pseudo-regione e di ‘sta giunta, rimarrà ben impressa a tutti solo la grandissima sonata di tasse. Sul resto il male assoluto, specie per Terni e provincia.

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