Sono giorni di fermento, nella politica ternana e in particolare all’interno della coalizione del sindaco Stefano Bandecchi. A cinque giorni dall’annuncio della fuoriuscita dalla maggioranza dei quattro consiglieri che si erano staccati da Alternativa popolare per formare un nuovo gruppo, il primo cittadino ha il problema di recuperare una maggioranza che non ha più. Ora, infatti, nella coalizione di governo risultano 14 consiglieri più lui, mentre all’opposizione, di consiglieri, ce ne sono ora 18. Si parla di possibili contatti con alcuni esponenti oggi alì’opposizione per attirarli (o ricoinvolgerli) nella coalizione del sindaco, per recuperare così gli almeno 17 potenziali voti in Consiglio necessari per approvare provvedimenti e atti tra i quali il bilancio. Ma per ora, si susseguono solo voci, illazioni, spifferi e smentite.
Ipotesi
Si parla di contatti in essere tra Bandecchi e alcuni consiglieri ad oggi all’opposizione e circolano nomi come quelli di Francesco Maria Ferranti (vice di Bandecchi alla presidenza della Provincia), Valdimiro Orsini (che però ha già smentito un suo coinvolgimento anche in possibili rimpasti di giunta) o di qualcuno degli ex Bandecchiani passati sull’altra sponda. I primi indizi portavano a possibili contatti con Federica Mengaroni che è proprio una dei quattro fuoriusciti dalla maggioranza sabato 18 ottobre, anche per cercare una mediazione pure con gli altri. Lei stessa, però, diffonde una dichiarazione con la quale smentisce questa ipotesi: “Nei giorni successivi al comunicato che ho fatto insieme ai consiglieri del gruppo – afferma – non ho incontrato il sindaco e, in ogni caso, non avrei intavolato alcuna trattativa volta ad orientare le decisioni dei miei colleghi. Siamo quattro persone distinte che scelgono in base ai loro principi“. Precisazioni anche su ventilati rimpasti di giunta chiesti nei giorni scorsi: “Nessuno di noi quattro ha mai chiesto questo, nè ha suggerito nomi da inserire”. Per poi concludere dicendo: “Proseguirò il mandato affidatomi dei cittadini nell’unico interesse che è quello della città“.
Una scelta precisa
La vicenda era stata caratterizzata anche dalle parole di Mariana Severoni, capogruppo proprio di ‘Con Bandecchi per Terni’, condivise insieme agli altri tre consiglieri. “Il sindaco – era stato precisato proprio contestualmente all’annuncio del passaggio all’opposizione – non ha il potere di cacciare i consiglieri dalla maggioranza, né può censurare l’utilizzo del proprio nome, precedentemente autorizzato in occasione del deposito delle liste elettorali. Prendiamo atto delle sue dichiarazioni e delle sue richieste e, per nostra scelta e con piena consapevolezza politica, decidiamo di collocarci formalmente all’opposizione, revocando la fiducia al sindaco e alla giunta. Una decisione che non nasce da ragioni personali, ma da una valutazione politica precisa, cioè il mancato rispetto di una parte sostanziale del patto con gli elettori e degli impegni assunti nei confronti del gruppo consiliare ‘Con Bandecchi per Terni’, da noi costituito nell’agosto 2026“.
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