Al Cenacolo San Marco dialogo alla scoperta della nascita del Presepe di Greccio

. L'evento si svolgerà venerdì 1 dicembre alle 17: Arnaldo Casali dell'Istess dialogherà con Marco Bartoli e Padre Domenico Paoletti

L’evento della nascita del Presepe a Greccio, avvenuto la Notte di Natale del 1223 per iniziativa di Francesco d’Assisi, rappresenta un capitolo significativo nella storia e nella teologia francescana. In occasione della presentazione del film “La Stella di Greccio,” un incontro presso l’Istess Teologia approfondirà questo evento storico e il suo significato teologico. L’incontro vedrà come relatori uno dei più importanti storici francescanisti contemporanei, Marco Bartoli, e un teologo francescano di Assisi, padre Domenico Paoletti.

L’umiltà dell’incarnazione, vista attraverso gli occhi di Francesco d’Assisi, sarà al centro della discussione. L’evento si svolgerà venerdì 1 dicembre alle 17 presso il Cenacolo San Marco, un auditorium con una profonda connessione francescana, in quanto era il luogo in cui Francesco veniva ospitato durante le sue soste a Terni.

La nascita del Presepe a Greccio rappresenta un momento di grande significato per Francesco d’Assisi. Non solo fu un momento di grande commozione ma anche di trasformazione. Francesco si rese conto che la sua visione di vivere secondo il Vangelo, in povertà, stava deviando verso la creazione di un Ordine ricco e influente, lontano dai suoi ideali iniziali.

Marco Bartoli, uno degli studiosi principali della figura di Santa Chiara, parlerà dell’evento stesso, esplorando cosa accadde a Greccio la notte di Natale del 1223. Padre Paoletti, francescano conventuale di Assisi, discuterà del tema del realismo ed estasi, concentrandosi su Francesco e sull’umiltà di Dio.

Francesco d’Assisi era un uomo spirituale, trasfigurato in Cristo fino al punto che chi lo vedeva poteva chiamarlo “alter Christus” (un altro Cristo). Questo perché era un uomo concreto e desideroso di concretezza. Per lui, l’Incarnazione rappresentava il fulcro della sua spiritualità. Il mistero dell’Incarnazione lo commuoveva profondamente, poiché rappresentava l’umiltà di Dio, un modello per ogni forma di umiltà. Non si trattava di una valutazione negativa di sé, ma di una vera e propria vicinanza fraterna alla terra e a tutte le creature.

Il Presepe creato da Francesco d’Assisi a Greccio era molto diverso da quelli che conosciamo oggi. Non conteneva figure umane, nemmeno la Sacra Famiglia o il Bambino Gesù. Al centro c’erano solo due creature viventi, il bue e l’asino, e la mangiatoia con il fieno. La gente comune della zona si riunì intorno alla stalla portando luci, torce e candele, trasformando la povertà in una straordinaria festa di luce e gioia.

 

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