Legambiente Terni: “Basta consumo del suolo e nuove cementificazioni”

Di Mattia: "Basta argini e briglie lungo i corsi d’acqua che aumentano solo la velocità e la potenza delle acque. Bisogna ridare spazio ai fiumi e intervenire con la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua"

In occasione della Giornata Mondiale del Suolo 2023, dedicata alla relazione tra acqua e suolo, la Regione Umbria ha annunciato nuovi interventi lungo il Fiume Nera e nel reticolo minore della Conca ternana. L’annuncio, fatto dall’assessore Melasecche e dal Direttore Generale Stefano Nodessi, prevede la progettazione di nuovi argini per ridurre i vincoli idrogeologici e liberare nuove aree per l’edificazione.

Tuttavia, questo approccio ha suscitato critiche da parte di Legambiente Terni, che mette in discussione l’efficacia di tali interventi alla luce delle recenti catastrofi naturali in Italia. Gianni Di Mattia, Presidente del Circolo Legambiente Verde Nera Terni Narni Stroncone, sottolinea che non è possibile risolvere il problema delle alluvioni semplicemente con più opere di difesa e un’ulteriore artificializzazione dei fiumi.

Di Mattia critica l’approccio corrente che punta alla realizzazione di opere idrauliche per aumentare le aree edificabili, sostenendo che ciò incrementa il rischio complessivo di alluvioni. “Basta consumo e impermeabilizzazione dei suoli, basta argini e briglie lungo i corsi d’acqua che aumentano solo la velocità e la potenza delle acque”, afferma il Presidente, sottolineando la necessità di un cambiamento radicale nella gestione del territorio.

Per evitare alluvioni dannose e tragiche, secondo Di Mattia, è essenziale restituire spazio ai fiumi dove possibile, promuovere la natura e la biodiversità, e ridurre il rischio di alluvioni a valle. Egli propone il ripristino della salute del suolo, la cessazione del consumo di suolo e l’adozione di misure che riducano gli effetti dell’impermeabilizzazione e l’artificialità dei corsi d’acqua.

Infine, Di Mattia critica gli interventi in emergenza della Regione Umbria e dei Consorzi di Bonifica, ritenendoli costosi e non risolutivi. Chiede una programmazione ordinaria di manutenzione e riqualificazione fluviale, mirando a rendere i corsi d’acqua più resilienti al cambiamento climatico e a riportare i corsi d’acqua e il territorio adiacente a condizioni più naturali.

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