La provincia di Terni si colloca al ventesimo posto in Italia per incidenza di furti in abitazione nel 2024, secondo l’Osservatorio sulla sicurezza della casa Censis – Verisure, elaborato con il supporto del Servizio analisi criminale del ministero dell’Interno. Il territorio ternano, pur con numeri assoluti più contenuti rispetto alla provincia di Perugia, mostra un’incidenza superiore alla media nazionale, confermando una vulnerabilità diffusa su scala regionale.
Nel 2024, nella provincia di Terni sono stati denunciati 795 furti in abitazione, con un’incidenza di 36,8 episodi ogni 10.000 abitanti. Un dato che supera di oltre dieci punti la media nazionale di 26,4, e che vale al territorio il ventesimo posto nella classifica provinciale italiana — una posizione che evidenzia come il fenomeno non sia circoscritto al solo capoluogo regionale.
Il dato ternano si inserisce in un contesto regionale segnato da una crescita complessiva particolarmente sostenuta. In tutta l’Umbria, nel 2024 sono stati denunciati 3.513 furti in abitazione, con un aumento del 24,8% rispetto al 2023, la variazione percentuale più alta registrata tra le regioni italiane. L’incidenza regionale si attesta a 41,2 casi ogni 10.000 abitanti, quasi il doppio rispetto alla media nazionale.
Anche per Terni, come per il resto dell’Umbria, il quadro della sicurezza percepita appare peggiorato. L’Indice regionale della sicurezza domestica — che combina rischio oggettivo e percezione soggettiva, integrando variabili come la sicurezza della zona, quella personale in casa e la qualità delle infrastrutture abitative — ha visto l’Umbria retrocedere dalla quinta alla dodicesima posizione nazionale nel 2025 rispetto all’anno precedente. La regione si posiziona in particolare al diciannovesimo posto per sicurezza personale domestica, la componente che maggiormente pesa sulla percezione di rischio da parte dei residenti.
Sul fronte delle rapine in abitazione — episodi in cui i residenti vengono fisicamente aggrediti — il dato regionale complessivo è di 22 casi nel 2024, con un’incidenza di 2,6 ogni 100.000 abitanti. L’Umbria si colloca al dodicesimo posto nazionale per questa tipologia di reato, a pari merito con la Sicilia.
Un segnale di possibile attenuazione del fenomeno emerge dai dati del primo semestre 2025: le denunce di furti in abitazione in Umbria sono scese a 1.297, registrando un calo del 12,9% rispetto alle 1.489 dello stesso periodo del 2024. Una tendenza che, se confermata, potrebbe indicare l’inizio di un’inversione rispetto alla crescita strutturale osservata nel quinquennio 2019–2024, durante il quale i furti regionali sono aumentati dell’1,9% complessivo.
A livello nazionale, il tema della protezione dell’abitazione è diventato prioritario per una quota sempre più ampia di popolazione: il 90,8% degli italiani lo considera un fattore sempre più rilevante, l’84,9% ritiene che i sistemi di sicurezza migliorino il benessere quotidiano e il 64,1% prevede di incrementare gli investimenti in questo settore nei prossimi anni. Un orientamento che riflette la centralità crescente dell’abitazione come spazio di vita, lavoro e connessione digitale, e che trova nella situazione ternana — e umbra in generale — una spinta concreta verso l’adozione di misure di protezione più efficaci.
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