Un altro tragico evento avvenuto nella Casa Circondariale di Terni: un detenuto di 46 anni, di origine albanese e precedentemente detenuto per tentata rapina, successivamente ai domiciliari e infine rientrato in carcere per violenze in famiglia, è stato trovato senza vita nella propria cella. Il decesso, avvenuto per impiccagione intorno alle 10.30 del 12 febbraio nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario e degli agenti, ha riacceso le polemiche sulla gestione della salute mentale e sulle condizioni di vita all’interno delle strutture penitenziarie.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), esprime profondo dolore e preoccupazione per l’accaduto: “La perdita di una vita in queste circostanze rappresenta una falla nel nostro sistema, un fallimento dello Stato e di noi tutti che ci impegniamo quotidianamente per garantire sicurezza e dignità all’interno delle prigioni”. Fabrizio Bonino, rappresentante del SAPPE per l’Umbria, sottolinea l’urgenza di affrontare la questione su più fronti, criticando il trasferimento della competenza sulla sanità penitenziaria alle Regioni, che ha portato a un peggioramento della situazione”“La carenza di operatori sanitari, psicologi e psichiatri è il punto cruciale della questione. A nostro avviso servono concorsi regionali e assunzioni di personale sanitario da destinare esclusivamente alle carceri campane”, dice .
Capece invita inoltre i responsabili politici e istituzionali, tra cui i Sottosegretari alla Giustizia Delmastro e Ostellari, a visitare personalmente il carcere di Terni per constatare le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria, descritti come pilastri di orgoglio nazionale: “È fondamentale dare corso a riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, a cominciare dall’espulsione dei detenuti stranieri, specie quelli – prosegue- che, ristretti in carceri italiani, si rendono protagonisti di eventi critici e di violenza durante la detenzione. E se a tutto questo si aggiunga la gravissima carenza di poliziotti penitenziari. Come si fa a lavorare così?”.
[…] Recentemente, una delegazione del Partito Democratico ha visitato il carcere di Capanne, osservando direttamente le difficoltà come il sovraffollamento, la mancanza di personale, e le inadeguate coperture sanitarie. I parlamentari hanno criticato l’attuale gestione governativa, evidenziando la mancanza di fondi per la formazione e per il lavoro, fondamentali per il reinserimento sociale dei detenuti. Ma anche il Sappe aveva fatto presente la difficile situazione, con diverse note in merito, portando la vicenda sul…. […]