Affitti brevi, in Umbria prezzi alle stelle: tariffa media più alta d’Italia

Analisi della società di consulenza Jfc: oltre ai prezzi alti anche un rapporto tra residenti e host maggiore rispetto alla media nazionale.

L’Umbria si distingue a livello nazionale per avere la tariffa giornaliera media più alta nel mercato degli affitti brevi, così come un numero di alloggi in proporzione alla popolazione residente superiore alla media italiana. Queste sono alcune delle evidenze emerse da un’analisi condotta dalla società di consulenza Jfc riguardante l’impatto di piattaforme come Airbnb sul tessuto residenziale e turistico locale. Secondo lo studio, il territorio umbro conta circa 11 mila unità abitative disponibili per l’affitto breve, pari all’1,8% del totale nazionale, dominato da Toscana, Sicilia e Lombardia.

Uno dei dati più significativi riguarda l’indice di sostenibilità Rhr elaborato da Jfc, che mette in relazione il numero di alloggi per affitti brevi con la popolazione residente. In Umbria, questo indice raggiunge l’1,3%, superando dello 0,3% la media nazionale e indicando una presenza particolarmente intensa di questo tipo di offerta, che potrebbe portare a conseguenze negative per la comunità locale, come la minaccia alla residenzialità e all’identità delle aree interessate.

Altre regioni italiane mostrano valori dell’indice ancora più elevati, come la Valle D’Aosta e la Sardegna, così come città fortemente turistiche quali Firenze e Venezia sperimentano una pressione ancora maggiore.

Dal punto di vista economico, l’Umbria si colloca in vetta alla classifica delle regioni italiane per quanto riguarda il prezzo medio giornaliero degli affitti brevi, attestandosi a 202,9 euro, superando anche la Toscana e la Campania. Tuttavia, la regione registra un tasso di occupazione degli alloggi inferiore alla media nazionale, situandosi al 45%, contro percentuali più alte in Lazio, Veneto e Lombardia.

La proliferazione degli alloggi per affitti brevi solleva preoccupazioni riguardanti l’impatto sulla disponibilità abitativa per i residenti, l’aumento dei costi di affitto e l’acuirsi del fenomeno della turistificazione dei centri storici. Questa situazione alimenta il dibattito sulla necessità di regolamentazioni più stringenti per garantire un equilibrio tra le esigenze dei residenti e lo sviluppo del turismo.

Sul fronte delle politiche regionali, recenti incontri presso gli uffici della Regione Umbria tra l’assessore al turismo Paola Agabiti e rappresentanti delle categorie economiche hanno messo in luce le novità del disegno di legge sul turismo in preparazione, che punta a promuovere un turismo sostenibile e integrato. Tra le misure già adottate per regolare il mercato degli affitti brevi vi sono la necessità per i proprietari di comunicare agli enti locali le informazioni sugli alloggi locati e l’introduzione di un Codice identificativo nazionale degli immobili, insieme a un aumento della cedolare secca per chi affitta più di due unità abitative.

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