Lotta ai disturbi alimentari: l’innovativo approccio della fondazione Cotarella

Un centro d'ascolto e laboratori per un rientro consapevole nella società

La gestione dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) richiede un intervento multidisciplinare e tempestivo. Per affrontare questa sfida, la Fondazione Cotarella ha inaugurato, un anno fa, un centro d’ascolto nel cuore di Orvieto, diventando un punto di riferimento essenziale per giovani, familiari e insegnanti. Questi ultimi, spesso privi degli strumenti adeguati, cercano orientamento e sostegno per affrontare i sintomi del disturbo nelle sue fasi iniziali e post-cure.

Laboratori creativi e formativi: un ponte verso la normalità

Recentemente, la Fondazione ha lanciato laboratori formativi, anticipando l’apertura di Verdeluce, una struttura residenziale immersa nelle campagne orvietane. Questi laboratori offrono ai giovani in fase di remissione la possibilità di riscoprire passioni e vocazioni, attraverso attività pratiche che includono esperienze lavorative brevi. Per genitori e insegnanti, invece, rappresentano un’opportunità per accrescere la consapevolezza e sviluppare strategie di prevenzione e gestione dei DCA, riconoscendo l’importanza di un approccio comunitario alla malattia.

Un’offerta formativa diversificata per un recupero inclusivo

Dominga Cotarella, presidente della Fondazione, sottolinea l’importanza di modificare le dinamiche di vita dei giovani affetti da DCA, proponendo risposte creative a bisogni precedentemente inascoltati. I laboratori, attualmente disponibili online e presso il centro di ascolto, si trasferiranno a breve a Verdeluce, dove saranno organizzati corsi di cucina, orticoltura, giornalismo enogastronomico, web-radio, e scrittura creativa, seguendo un approccio integrato e inclusivo.

Un impegno riconosciuto e apprezzato dalla comunità

Le testimonianze di chi ha usufruito del centro d’ascolto evidenziano l’impatto positivo degli interventi della Fondazione, come sottolineato da Ruggero Parrotto, direttore della Fondazione, e da Giulia Micozzi, responsabile dei progetti. L’obiettivo è offrire un’accoglienza libera da pregiudizi, con pazienza e senza fretta, e sensibilizzare le scuole, dato l’abbassamento dell’età di insorgenza dei DCA.

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