In “Curvare sul viale del tramonto”, Corrado Costantini, originario di Narni, ci porta in un viaggio autobiografico intimo e riflessivo, navigando attraverso i ricordi di una vita segnata da eventi cruciali e passioni indimenticabili. Con una prosa delicata che maschera nomi reali dietro fittizie identità, Costantini svela l’aspetto aurorale della sua trama personale, contrassegnata da un evento spartiacque di dolore e rivelazione: la perdita della madre nel 2017. Questo momento definisce il cuore emotivo dell’opera, intrecciando cause ed effetti di una vita vissuta tra affetti, introspezioni e quotidiane normalità.
La morte come inizio di un nuovo viaggio
La scomparsa materna non è solo un punto di svolta ma apre la porta a un’esplorazione più ampia dei rapporti umani, scandagliati con un’onestà cruda ma empatica. Costantini riesce a trasformare il lutto in un catalizzatore di narrazione, dove ogni rapporto, emozione e ricordo contribuisce a disegnare un mosaico vivido di esperienze.
Un legame profondo con le radici e oltre
L’autore non manca di rendere omaggio alle bellezze del suo territorio natale, intessendo un dialogo costante con il paesaggio urbano e naturale di Narni e Vicenza, quest’ultima evocata nel suo passato militare e sede della casa editrice del libro. Questa duplice appartenenza sottolinea un destino che si riannoda in modi sorprendenti, offrendo a Costantini non solo uno sfondo per la sua narrazione, ma anche un senso di appartenenza e identità profondamente radicate.
Passioni che definiscono l’esistenza
La narrazione è impreziosita dalle passioni di Costantini, che spaziano dal cinema al teatro, dagli sport alla disco music degli anni ’70 e ’80, fino alla lettura di fumetti vintage e all’interesse per la filosofia. Questi interessi, lontani dall’essere mere comparse, sono tessere fondamentali del mosaico che compone l’identità dell’autore, fornendo una chiave di lettura per la sua visione del mondo e la sua sensibilità.
Una speranza di connessione attraverso la scrittura
Oltre a “Curvare sul viale del tramonto”, Costantini ha dato vita ad altri manoscritti, tra cui “Elena ore 6”, “Mosaico di ricordi” e “Contorni sfumati”, quest’ultimo un’evocativa raccolta dei suoi ricordi legati agli anni trascorsi come netturbino. Queste opere, pur avendo incontrato rifiuti editoriali, rappresentano l’impegno costante dell’autore nel cercare di toccare l’anima dei lettori e, forse, di quella “ragazza che adora”, attraverso la potenza evocativa e catartica della scrittura.