Alla Forvia (ex Faurecia) è scattato ieri un periodo di otto mesi di cassa integrazione straordinaria. Motivo della decisione, la crisi aziendale nella produzione di tubi marmitta, diretta conseguenza della frenata del mercato automotive. Il sito industriale si trova a fronteggiare un “singhiozzo produttivo” che ha portato a un significativo ridimensionamento della forza lavoro. Diverse decine di lavoratori, particolarmente quelli interinali, infatti non torneranno a percepire il salario pieno prima del prossimo gennaio, salvo una ripresa economica imprevista.
In un contesto di grande incertezza, il rischio di esuberi è molto concreto, specialmente se non si vedranno miglioramenti a lungo termine. La fermata estiva della produzione sarà di quattro settimane.
Forvia: 10.000 posti di lavoro a rischio in Europa
La situazione di Terni è similare a quelle di tutti gli stabilimenti europei di Forvia la multinazionale nata dalla fusione di Faurecia e Hella. Il quadro infatti prevede di tagliare 10.000 posti di lavoro nei suoi stabilimenti europei. La decisione fa parte del piano EU-Forward e risponde alla necessità di adattarsi alle nuove condizioni del mercato, come lo stop alle auto a combustione interna previsto entro il 2035.
Forvia mira a utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare lo sviluppo dei prodotti e competere con i rivali asiatici nel settore delle auto elettriche. Tuttavia, il mercato delle auto elettriche non ha ancora mostrato segni di forte crescita. Da qui la decisione, nonotante numeri ancora confortanti
Risultati finanziari e prospettive di Forvia
Al netto delle difficoltà, Forvia ha infatti registrato un utile di 222 milioni di euro nel 2023 e un fatturato di 27,2 miliardi di euro, in crescita del 10,9% rispetto all’anno precedente. La multinazionale, che impiega 75.500 lavoratori in diversi paesi europei, prevede per il 2024 un fatturato di almeno 28,5 miliardi di euro e un margine operativo tra il 5,6% e il 6,4%.
La vera questione centrale di Forvia è il mercato cinese dei veicoli elettrici, che si presenta come fortemente sfidante per i fornitori stranieri. La forte dipendenza di Forvia dal mercato asiatico (45% degli utili proviene da questa regione) rende il consolidamento in Cina una questione cruciale per il futuro dell’azienda. Dall’inizio dell’anno, le azioni di Forvia hanno perso il 31% del loro valore, con un crollo del 13% dopo l’annuncio del piano di riduzione del personale.
In sostanza, poichè oltre il 45% degli utili (prima degli interessi e delle tasse) di Forvia proviene dall’Asia, il consolidamento nel mercato cinese dei veicoli elettrici danneggerebbe il fornitore francese. Forvia prevede, seocndo quanto dichiarato di risparmiare circa 500 milioni di euro su base annua entro il 2028, al fine di aumentare i margini a oltre il 7% delle vendite. Nel corso dell’anno scorso, i rendimenti si attestavano al 2,5%. Per il prossimo anno, Forvia stima un fatturato di 28,5 miliardi di euro, con un margine operativo previsto tra il 5,6% e il 6,4%, senza però prevedere aumenti produttivi.
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