Una scossa all’immobilismo che caratterizza il rapporto fra Regione, Governo e Ast. Perché il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso il 5 dicembre 2023 aveva confermato, dopo l’incontro col sindaco Bandecchi, che l’accordo di programma con Ast sarebbe stato ratificato a Gennaio. E invece, a quasi 10 mesi da quella data, dell’accordo non c’è ancora traccia.
E allora Confartigianato scende in campo con una nota durissima: “Esprimiamo forte preoccupazione per la questione dell’Accordo di Programma Arvedi Ast- scrive l’associazione di categoria. A tre anni dall’acquisizione delle acciaierie di Terni da parte del gruppo Arvedi, nonostante gli annunci soprattutto in coincidenza delle scadenze elettorali, l’Accordo di Programma Arvedi-Ast che dovrebbe garantire investimenti per un miliardo di euro, è scomparso dall’agenda politica”.
Messaggio per tutti, ma ovviamente principali destinatari sono Comune e Regione, che insieme col Governo continuano a passarsi la palla: “Non ci risulta – scrive Confartigianato -che sia stato fatto alcun passo avanti e il territorio rischia di essere privato degli investimenti programmati. Inoltre, i fondi di parte pubblica programmati dal Governo e autorizzati dall’Ue sono fondi destinati e quindi non possono essere tenuti inutilizzati all’infinito e consistono anche in fondi Pnrr, che sono soggetti a scadenze ravvicinate”.
Tutto ancora in fase di stallo
Confartigianato denuncia la fase di stallo su tutti i temi: intervento sulla discarica, caro energia, conservazione della forza occupazionale, programmazione e utilizzo dei fondi: “Non ci risulta- scrive l’associazione-che alcuna abbia trovato soluzione, anzi, al contrario, il passare infruttuoso del tempo sta complicando sempre di più la ricerca di una soluzione, nel sostanziale disinteresse della politica locale e nazionale”.
Da qui l’appello: “Governo, Regione Umbria e Comune di Terni devono agire di comune accordo e in tempi brevi, per sbloccare la situazione, garantire la firma dell’accordo, l’avvio degli investimenti sul sito produttivo e scongiurare la perdita delle risorse destinate all’accordo medesimo”.