Italia Nostra ha sollevato preoccupazioni sull’allarmante contaminazione delle acque potabili nei comuni di Terni e Narni, basandosi su un recente report ufficiale di Arpa Umbria. L’associazione, dopo aver esaminato attentamente i dati, ha denunciato la presenza di Pfas, sostanze chimiche utilizzate in vari settori industriali come la produzione di pentole antiaderenti, vernici, schiume e tessuti. Queste sostanze, riconosciute per i loro effetti oncogeni, rappresentano un rischio grave per la salute pubblica.
Terni è uno dei territori più colpiti dall’inquinamento da Pfas, con il 60 percento delle stazioni di monitoraggio che hanno rilevato la presenza di tali sostanze nei pozzi d’acqua. I campioni prelevati mostrano che il 72 percento di essi risulta contaminato da Pfas. Questo dato preoccupa ulteriormente se si considera che in molti pozzi non è stata rilevata la presenza di una sola sostanza chimica, ma di più tipi di Pfas, fino a cinque contemporaneamente. Questa contaminazione multipla aggrava la situazione, poiché l’accumulo di tali sostanze nel corpo umano può portare a conseguenze sanitarie di lungo termine.
L’Unione Europea ha fissato dei limiti per la concentrazione di Pfas nelle acque, stabilendo un tetto massimo di 0,1-0,5 microgrammi per litro come somma totale di tutte le sostanze. Tuttavia, secondo gli esperti di Italia Nostra, la presenza di Pfas è pericolosa anche a livelli molto bassi, e sarebbe necessaria una completa eliminazione di queste sostanze dalle acque potabili per garantire la sicurezza dei residenti.