Italia Nostra e il report Arpa: “A Terni e Narni acque molto inquinate da Pfas”

L'indagine, sinora non resa pubblica, rivela che il 72 percento dei campioni prelevati risulta contaminato dalla sostanza usata per la produzione di pentole antiaderenti, vernici, schiume e tessuti.

Italia Nostra ha sollevato preoccupazioni sull’allarmante contaminazione delle acque potabili nei comuni di Terni e Narni, basandosi su un recente report ufficiale di Arpa Umbria. L’associazione, dopo aver esaminato attentamente i dati, ha denunciato la presenza di Pfas, sostanze chimiche utilizzate in vari settori industriali come la produzione di pentole antiaderenti, vernici, schiume e tessuti. Queste sostanze, riconosciute per i loro effetti oncogeni, rappresentano un rischio grave per la salute pubblica.

Terni è uno dei territori più colpiti dall’inquinamento da Pfas, con il 60 percento delle stazioni di monitoraggio che hanno rilevato la presenza di tali sostanze nei pozzi d’acqua. I campioni prelevati mostrano che il 72 percento di essi risulta contaminato da Pfas. Questo dato preoccupa ulteriormente se si considera che in molti pozzi non è stata rilevata la presenza di una sola sostanza chimica, ma di più tipi di Pfas, fino a cinque contemporaneamente. Questa contaminazione multipla aggrava la situazione, poiché l’accumulo di tali sostanze nel corpo umano può portare a conseguenze sanitarie di lungo termine.

L’Unione Europea ha fissato dei limiti per la concentrazione di Pfas nelle acque, stabilendo un tetto massimo di 0,1-0,5 microgrammi per litro come somma totale di tutte le sostanze. Tuttavia, secondo gli esperti di Italia Nostra, la presenza di Pfas è pericolosa anche a livelli molto bassi, e sarebbe necessaria una completa eliminazione di queste sostanze dalle acque potabili per garantire la sicurezza dei residenti.

 

Redazione

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