Scontro in Regione sull’accordo di Programma con Ast e sulla gestione della concessione per l’energia. La questione è stata portata all’attenzione nel question time dal consigliere Thomas De Luca del Movimento 5 Stelle. Tema in campo lo studio di fattibilità per la costituzione di una società pubblico-privato per la gestione della centrale idroelettrica di Galleto – che De Luca aveva lanciato in conferenza stampa – e ovviamente la fase di stallo sull’accordo, in attesa del tavolo promesso dal Mimit alla Regione.
Nell’interrogazione De Luca ha citato il calo delle commesse di lavoro e la conseguente riduzione dell’attività produttiva, comunicata da Ast lo scorso 9 settembre, imputabile secondo l’azienda agli elevati costi di approvvigionamento dell’energia elettrica. Questo ha portato alla richiesta di Cassa Integrazione Guadagni per un massimo di 200 dipendenti dal 24 al 30 settembre. Un segnale allarmante che rischia di avere ripercussioni devastanti sull’intero territorio: “Lo stallo nell’accordo di programma dimostra – ha spiegato De Luca nell’interrogazione – che il costo dell’energia rappresenta un nodo fondamentale da risolvere per sbloccare gli investimenti pubblici legati al Pnrr. Stallo che si protrae da diverso tempo e rischia di mettere in crisi una serie di progetti cruciali per il futuro dell’economia regionale. Il ministro Urso ha ammesso che sul tema energetico non esistono soluzioni urgenti ricordando che il sussidio diretto non è possibile, se non per gli investimenti. Ma cosa facciamo oggi per evitare il tracollo delle nostre industrie?” ha domandato De Luca.
A rispondere è l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni: “A Terni si gioca una partita che è per l’Italia ma anche dell’Europa, con l’acciaio europeo stretto all’angolo dal dumping della Cina e dalla politica protezionistica sulla siderurgia degli Usa”, ha sottolineato rimarcando gli accordi di Conte quando era premier proprio con la Cina.
Fioroni ha spiegato che il problema dei costi energetici va fuori dall’accordo di programma: “Per poter produrre un acciaio decarbonizzato, con l’idrogeno nel processo produttivo, la sfida è quella di produrlo da fonti rinnovabili. A Terni sarebbe fattibile vista la vicinanza con la centrale, ma il problema è con chi questa energia la fornisce, ovvero Enel. Bisogna mettersi al tavolo affinchè Enel consideri Terni un unicum che possa derogare dai meccanismi di mercato: ne va della competitività del sistema siderurgico europeo e in particolare italiano, che sconta già la crisi dell’automotive. Non c’è mai stata, in Italia, la giusta considerazione per le rinnovabili: la regione ha chiesto un incontro anche col ministro Pichetto Fratin”. E aggiunge: “Se firmassimo oggi l’accordo – e ci sarebbero le condizioni per farlo- gli investimenti previsti verrebbero depotenziati dai costi dell’energia”.
Replica di De Luca. ” La risposta di Fioroni è una sciocchezza enorme che dimostra il vuoto pneumatico della politica di centrodestra”. E attacca: “Quindi cosa facciamo, aspettiamo il 2029? La situazione si trascina da troppo tempo e rischia di compromettere il futuro produttivo dell’intero polo siderurgico ternano. Lo Stato italiano e la Regione Umbria non devono sedersi al tavolo con mani giunte e cappello in mano di fronte alle multinazionali. Ci sono strumenti legislativi concreti previsti dalle leggi regionali ed europee per mettere la Regione in posizione di governarce rispetto alle sue risorse naturali. Non chiediamo azioni di rottura, ma di far valere ciò che ci spetta. Il tempo degli annunci è finito, ora servono risposte chiare e azioni immediate. E nessuna risposta lei ha dato sulla società mista pubblico-privato”
La cosa bella è che la centrale di Galleto produce solo su richiesta per non far aumentare l’offerta e di conseguenza diminuire il prezzo dell’elettricità