Terni piange due simboli: addio a Tini Brunozzi e Ennio Capicci

La città di Terni ha perso due figure emblematiche: Lorenzo Tini Brunozzi, storico proprietario del Bar Tini, ed Ennio Capicci, noto pittore e fotografo. Due personalità che hanno segnato un'epoca e sono state punti di riferimento per la comunità locale.

Lorenzo Tini Brunozzi, proprietario del celebre Bar Tini, si è spento a 92 anni, lasciando un grande vuoto nella città di Terni. Il suo bar è stato un punto di aggregazione per intere generazioni, soprattutto negli anni ’70 e ’80, diventando un simbolo della vita cittadina. Con la sua attività, Brunozzi ha offerto non solo un luogo di incontro, ma anche uno spazio di condivisione per giovani e meno giovani, riuscendo a creare un ambiente accogliente e familiare.

La sua simpatia e goliardia, unite a una professionalità esemplare, lo hanno reso una figura amata e rispettata. Molti lo consideravano come un secondo padre, un uomo sempre pronto a scherzare e a offrire una parola gentile. La sua scomparsa rappresenta una perdita non solo per il settore della ristorazione, ma per l’intera comunità ternana.

Ennio Capicci: un artista tra memoria e modernità

Poco dopo la scomparsa di Brunozzi, la città ha dovuto dire addio a un altro personaggio di spicco: Ennio Capicci, artista poliedrico morto all’età di 88 anni. Pittore e fotografo, Capicci ha documentato con la sua arte il passaggio di Terni dalla città storica alla realtà post-industriale, catturando la poesia di un luogo in evoluzione.

Capicci era conosciuto anche per la sua “Casa d’arte” in via dei Chiodaioli, un vero e proprio centro culturale dove si respirava arte e creatività. Con la sua sensibilità artistica, è riuscito a immortalare momenti di una Terni che, pur cambiando, manteneva una sua identità profonda. La sua opera ha lasciato un segno indelebile, non solo nei suoi contemporanei, ma anche in coloro che hanno potuto scoprire la sua arte negli anni successivi.

Una città che perde due pilastri

Con la morte di Lorenzo Tini Brunozzi ed Ennio Capicci, Terni perde due pilastri della sua cultura e della sua storia recente. Due figure diverse, ma entrambe capaci di rappresentare il cuore della città, ciascuno nel proprio ambito: Brunozzi con il suo bar, simbolo di convivialità e aggregazione, e Capicci con la sua arte, testimone di una città in trasformazione. La loro assenza lascia un vuoto che sarà difficile colmare, ma il loro ricordo rimarrà vivo nei cuori di chi li ha conosciuti e nelle tracce che hanno lasciato.

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