Cisl Umbria e le priorità su Terni: “Automotive, Ast e contrattazione per aumentare gli stipendi” (VIDEO)

Assemblea territoriale del sindacato presso la sede di via del Cassero. Manzotti e Marcelli: "Sciopero politico, per questo non abbiamo partecipato. Bene il taglio del cuneo fiscale, restano nodi scoperti"

La crisi dell’automotive, la vicenda di Ast e la contrattazione sono stati al centro dell’assemblea territoriale di Terni-Orvieto di Cisl Umbria, ospitata nella sede provinciale del sindacato in via del Cassero.

Focus sull’economia del territorio: “L’Umbria è una delle pochissime regioni italiani il cui Pil non è cresciuto – sottolinea il segretario generale Manzotti -Occorre individuare risorse da destinare all’automotive, considerato che nella nostra regione è un settore strategico che occupa migliaia di persone. Per la Cisl dell’Umbria tutto questo deve essere ricondotto in una nuova politica economica basata sulla sostenibilità e sulla garanzia occupazionale”

Riccardo Marcelli, segretario regionale e coordinatore per l’are di Terni-Orvieto ricorda che “La questione centrale adesso è quella della retribuzione. L’economia ternana ha attraversato tempi migliori ma sopravvive. La sfida della Cisl è quella della contrattazione, proponendo alla Regione di premiare nei bandi quelle aziende che fanno contrattazione di secondo livello”.

Ma proprio in questi giorni ricorrono i 10 anni dall’accordo al Mise per Ast, il nuovo accordo è invece fermo: “Il 10 dicembre e i sindacati incontreranno il cavalier Arvedi e si tratterà del tanto atteso accordo di programma. Non si tratta solo di un importante momento per la categoria e per i lavoratori coinvolti, ma anche per tutta la città di Terni e per la nostra regione”

Sulla manovra: “Non abbiamo partecipato allo sciopero perchè ne è stato fatto un uso politico, sminuendone il senso – dicono i segretari – Ci sono alcune cose positive nella legge di bilancio, come il taglio del cuneo fiscale in maniera strutturale, che viene incontro alle persone in difficoltà. Ci sono difficoltà sul personale della scuola, del pubblico impiego e serve un nuovo patto sociale che tenga conto che l’1 percento degli umbri vive sotto la soglia di povertà”.

 

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