Ast, sindacati bacchettanno la politica: “Campagna elettorale permanente non aiuta i lavoratori”

Dura nota delle segreterie territoriali del metalmeccanici: "Sulla salute e sulle questioni ambientali non possono esserci divisioni. Così come sul futuro dello stabilimento"

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl di Terni rilanciano sul tema dell’Ast e dell’accordo di programma.  I sindacati hanno portato sul tavolo dei parlamentari eletti in Umbria la vicenda, , per una valutazione del dossier Acciai Speciali Terni “non avendo novità in merito alle due deadline individuate dal Ministro Adolfo Urso nell’ultima riunione al MIMIT del 30 dicembre scorso”.

Successivamente, spiegano in una nota, hanno chiesto al prefetto di convocare un tavolo per la a pianificazione di interventi in materia di salute, ambiente e sicurezza nell’ambito della Acciai Speciali Terni, “considerato – dicono – che esiste un protocollosiglato il 1° febbraio 2008, 8 aprile 2010, 9 aprile 2014 e 22 novembre 2018 ed ancora in essere. La richiesta è stata fatta dopo aver ascoltato le diverse dichiarazioni su tavoli di incontro ufficiali e a mezzo stampa in merito all’impatto ambientale di Acciai Speciali Terni, con presunti sforamenti degli indici di inquinamento e/o del raggiungimento del limite”.

“In ragione invece della revisione al ribasso delle direttive comunitarie che tra l’altro imporranno investimenti per attualizzare i limiti, con l’azienda abbiamo sviluppato diversi confronti dove ci è stato assicurato che, come sempre fatto, le emissioni saranno adeguate alle nuove norme nel modo e nel tempo giusto”, proseguono

Le sigle sindacali si dicono quindi pronta a fare la loro parte, ma chiedono alle istituzioni di fare altrettanto: “Le questioni ambientali e di salute – spiegano  non possono mai essere subordinate all’accordo di programma e agli investimenti. Il Sindaco di Terni è autorità sanitaria e ha l’obbligo di intervenire immediatamente se ci sono sforamenti dei livelli di inquinamento. A noi per primi interessa la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici e anche dei cittadini. Da sempre come organizzazioni sindacali nella nostra pratica sindacale affrontiamo le tematiche dell’ambiente e della sicurezza, esempio emblematico la combinazione dei forni negli anni ’80 con accordi precedenti e successivi che hanno permesso alla città di Terni un equilibrio che non ha mai scambiato ne salario o lavoro con l’ambiente”

Dunque, scrivono i sindacati, le questioni ambientali non possono diventare strumento di battaglia politica: “Certi temi vanno affrontati con serietà e rigore tanto più che i livelli di inquinamento sono sottoposti a controlli certificati dalle istituzioni preposte. Spettacolarizzazione e informazione social, oltre a prefigurare possibili lesioni della privacy non aiutano a fare chiarezza.

Le sigle dei metalmeccanici ribadiscono le priorità:  gli investimenti per la decarbonizzazione, ambientalizzazione a partire da progetto scorie e landfil mining, mantenimento degli asset e dei livelli occupazionali sia nell’area a calda che quella a freddo: “Dal nostro punto di vista questo è il cuore del piano industriale e non possiamo pensare che possa esse messo in discussione per nessun motivo sia da eventi endogeni che esogeni”, scrivono ribadendo che fu lo stesso Arvedi a chiedere l’accordo di programma, subordinandolo ad un piano industriale e che la questione energia è stata messa sul piatto dall’inizio: “e l’azienda – sottolineano – ha poi comunicato di avere una proposta con basi solide per risolvere il problema”.

“Il tema energetico è centrale – ribadiscono – determinante e di prospettiva, in quanto la competitività passa oggi come ieri su questo nodo che ha caratterizzato tutti gli accordi ministeriali
con le Organizzazioni Sindacali dal 2004 in avanti. L’energia resta per questo centrale anche oggi per l’industria attuale e quella futura. Non è un caso che la questione dei costi energetici è tra quelli che hanno portato Fim Fiom e Uilm in piazza a Bruxelles e poi al Parlamento Europeo. La sfida globale a cui si deve riferire anche AST non si può fermare all’interno di ogni singolo paese, perché questo genera differenze, che di fatto, indeboliscono tutti nella sfida con i paesi Asiatici”.

Poi il duro attacco alla politica, accusata di segnare il passo rispetto ai problemi dei lavoratori e dei cittadini: “Avremmo bisogno, invece, di una buona politica di supporto al mondo del lavoro e volta a risolvere i problemi, come abbiamo la necessità di sviluppare tavoli di confronto che possano essere partecipativi e di condivisione e che portino ad accordi con al centro il lavoro di qualità, per la difesa dei lavoratori, dei cittadini e dell’intero territorio. Un clima di campagna elettorale permanente non serve a nessuno”. E tornano a reclamare un patto per il territorio e la chiarezza, confermando il pacchetto di scioperi.

 

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