Il Movimento 5 Stelle di Terni ha acceso i riflettori su una questione di rilevanza europea ma con forti ripercussioni locali: il piano “ReArm Europe” recentemente approvato dal Consiglio Europeo. Lo ha fatto attraverso un atto di indirizzo presentato in Consiglio Comunale, con cui esprime una netta contrarietà all’iniziativa continentale che prevede un investimento di 800 miliardi di euro per il potenziamento delle capacità militari dei Paesi membri dell’Unione.
“Una follia”, l’ha definita il gruppo consiliare del M5S, paragonando la situazione attuale al clima di tensione pre-bellico che precedette la Prima Guerra Mondiale. Secondo i pentastellati, infatti, “l’Europa sta scivolando verso una deriva militarista”, proprio come accadde nel 1914, quando la corsa agli armamenti portò al più grande conflitto mondiale del Novecento.
L’atto di indirizzo sottolinea l’assenza di una strategia comune europea in materia di politica estera e di difesa, ritenuta una delle falle più gravi del piano. Secondo il M5S di Terni, il progetto ReArm “sottrae risorse vitali a settori fondamentali per la crescita e il benessere collettivo, come sanità, istruzione e transizione ecologica”.
La posizione del Movimento è stata ribadita anche nella grande manifestazione di sabato 5 aprile a Roma, dove oltre 100.000 persone si sono riunite per esprimere dissenso verso l’approccio militare dell’Unione Europea. Numerosa la presenza di attivisti ternani e umbri, che hanno contribuito alla creazione di quello che il M5S ha descritto come un “oceano pacifico” di cittadini e associazioni in marcia per chiedere un’Europa diversa.
“Basta soldi per le armi, investiamo nel futuro”, è stato lo slogan che ha attraversato la capitale, portando con sé un messaggio di pace e progresso sociale in contrasto con la militarizzazione dell’UE
Nel mirino del Movimento 5 Stelle anche le recenti dichiarazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, accusato di sostenere il piano ReArm Europe e di spingersi addirittura a favore dell’acquisto di armamenti pesanti, comprese armi atomiche. Un atteggiamento definito “sconcertante” dal gruppo consiliare, che denuncia una totale disconnessione tra le scelte dell’amministrazione comunale e le reali necessità dei cittadini.
“Mentre le famiglie ternane affrontano difficoltà economiche, Bandecchi sembra preferire una pericolosa escalation militare a scapito dei servizi pubblici essenziali”, afferma il M5S.