La Regione dell’Umbria, in merito alle Zone economiche speciali (Zes), non ha saputo valutare, nella ripartizione dei Comuni tra la provincia di Terni e quella di Perugia, le reale situazione economica e finanziaria del territorio ternano e ora il rischio è che lo stesso territorio venga penalizzato e veda pendere su di esso lo spettro di una deindustrializzazione. E’ l’allarme che il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, lancia con una lettera al ministro Tommaso Forti al quale aveva già scritto per chiedere di modificare la zonizzazione e anche alla presidente della giunta regionale Stefania Proietti.
Bandecchi parla di grave danno. Forti aveva ricordato l’impossibilità al momento di agire sulla ripartizione almeno fino a fine 2027, sottolineando che l’individuazione dei Comuni era stata effettuata negli anni scorsi dalla Regione e che nella revisione del 2023 delle zone la Regione Umbria non aveva comunicato al dipartimento alcuna variazione. “Questo territorio – scrive ora Bandecchi al ministro – non è mai stato considerato dalle giunte che si sono susseguite negli anni. Purtroppo, i dati da voi ricevuti sono totalmente errati e per di più non sono stati aggiornati dalla Regione rispetto alla realtà“. Chiede dunque un tavolo di ricognizione tra la Regione, la Provincia di Terni e il Ministero. Alla presidente della Regione, così come all’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, ha invece chiesto di attivarsi per rimediare in tempi brevi al danno arrecato ai 30 Comuni della Provincia di Terni, che si sono tra l’altro lamentati con lui. Il ministro Forti, aveva fatto presente nella sua prima risposta Bandecchi che già in questo 2026 si prevede l’emanazione, da parte della Commissione europea, delle linee guida per la definizione della nuova Carta degli aiuti, che verranno condivise con la regione Umbria.
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