Le antiche torri di Cesi tornano a vivere, e con esse un intero patrimonio storico e paesaggistico che rischiava di andare perduto. Dopo anni di abbandono, è stato completato il restauro della rocca medievale, uno dei 45 interventi previsti dal progetto finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il bando borghi Linea A, con l’obiettivo di rilanciare uno dei gioielli dimenticati del Comune di Terni.
Il progetto, scelto tra molti altri per “riscoprire che cosa abbia reso unico questo luogo”, ha rappresentato l’ultima occasione per salvare strutture che versavano in condizioni critiche. “Era la loro ultima occasione”, hanno raccontato Antonello e Agnese Trincia, i tecnici responsabili dell’intervento insieme alle imprese Resco e Tecnostrade, sotto la direzione dell’architetto Massimo Cocciolito. Alcune torri erano parzialmente crollate, come la pentagonale, mentre altre erano sommerse dalla vegetazione o quasi irraggiungibili.
Le difficoltà operative sono state numerose e complesse, come ha ricordato Agnese Trincia: “Nei primi sopralluoghi ci siamo un bel po’ preoccupati”, per via dell’accessibilità ridotta e della necessità di lavorare in quota, su pareti di roccia e in zone impervie. A rendere possibile l’impresa, oltre all’esperienza maturata in interventi simili in aree sismiche come l’Aquila, l’Emilia e la Valnerina, è stata anche una gestione logistica eccezionale: materiali edili trasportati con l’elicottero, per circa 90 voli e un massimo di sette quintali per viaggio.
“Per papà questo lavoro era diventato una specie di ossessione”, ha aggiunto scherzosamente Agnese. Ma dietro l’ironia si nasconde la passione e la cura con cui è stato affrontato ogni dettaglio. Personale specializzato nel restauro ha operato fianco a fianco con tecnici dell’edilizia acrobatica, calandosi con le funi sulle strutture danneggiate. Un supporto prezioso è arrivato anche dalla Sovrintendenza e dall’archeologo Massimiliano Gasperini, che ha guidato il recupero di due antiche cisterne.
Tra le scelte tecniche più significative, spicca l’utilizzo di materiali moderni per differenziare le parti ricostruite da quelle originali, evitando qualsiasi falsificazione storica. Nella torre più alta, sono stati impiegati mattoni di cortina, mentre nella torre pentagonale è stata inserita una struttura in acciaio montata pezzo per pezzo come un puzzle.
Il progetto prevede anche il ripristino dei sentieri che collegano la rocca al borgo, come il vecchio “Sentiero delle torri”. Per chi non potrà affrontare la salita, è pronta una visita virtuale in realtà aumentata, curata da Euromedia, che consentirà di esplorare la rocca direttamente dal paese.
Cesi torna così a guardare alla sua montagna, al suo passato e alla sua identità. “Se non fossimo intervenuti ora, tutto questo entro pochi anni non sarebbe esistito più”, ha affermato con convinzione Antonello Trincia. Il progetto si configura non solo come un’operazione di recupero architettonico, ma come un atto d’amore verso il territorio, capace di generare nuova vita e nuove prospettive per il borgo.
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