Per Terni, oltre gli schieramenti

Sauro Pellerucci: Imprenditore, attivista culturale, presidente del FEGE e fondatore di Io Sono Una Persona Per Bene

Sauro Pellerucci

Lei è indicato come una figura emergente della prossima scena politica cittadina. Si sente un “sindaco in pectore”?

Sorrido quando leggo certe ricostruzioni. Non nego che mi faccia piacere ricevere attestati di stima, da destra, da sinistra e da molti mondi apparentemente lontani tra loro. Da oltre trent’anni sono un imprenditore che ha scelto di costruire lavoro e competenze proprio a Terni. Negli ultimi anni, ho intensificato il mio impegno culturale perché credo profondamente che la cultura sia la forma più alta di responsabilità verso il futuro.
Il mio vero “ruolo” è quello di facilitatore del dialogo, non di portabandiera di parte.

Cosa risponde a chi la vuole collocare politicamente?

Che sbaglia direzione. Il mio interesse è esclusivamente rivolto al bene di Terni, non al posizionamento nei partiti.
Io continuo a dialogare con tutte le “persone per bene”, indipendentemente dal loro colore politico. Mi interessa l’onestà intellettuale, non l’appartenenza.
Il nostro tempo ha bisogno di unità e coesione, non di nuove fazioni. Terni ha sempre pagato caro le divisioni strumentali. È il momento di cambiare paradigma.

Il PalaSì! è diventato un luogo centrale per la città. Cosa rappresenta per lei?

Il PalaSì! è un simbolo: di rigenerazione, di fiducia, di possibilità. Era un edificio abbandonato e oggi è uno spazio vivo, aperto, partecipato.
Con le associazioni “PalaSì! culture & eventi” e “Io Sono Una Persona Per Bene” abbiamo deciso di farne un centro permanente di dialogo civile.
Organizzeremo sempre più incontri, non per dettare soluzioni, ma per proporre temi e poi ascoltare, costruire insieme, promuovere la partecipazione attiva e diffondere prospettive.
Il futuro di una civiltà locale nasce e si sviluppa dove le persone si parlano con rispetto e passione.

Il nuovo magazine “TerniCapitale” nasce da questa esperienza. Qual è la sua missione?

“TerniCapitale” è molto più di una rivista: è un atto di fiducia collettiva.
Il titolo è già un manifesto: “Capitale” è ciò che non attende di dipendere da altri. È indipendente. È la sintesi dell’autostima ritrovata.
Ogni numero sarà dedicato a un tema centrale per la città – dalle acque, alla cultura, all’economia – con la partecipazione aperta di tutti: cittadini, istituzioni, imprese, associazioni, studenti.
Un metodo partecipativo, non divisivo. Chi vuole alimentare la frammentazione resterà isolato, perché la città vera è già unita, anche se non sempre si mostra tale.

Che visione ha oggi di Terni e del suo potenziale futuro?

Terni ha enormi risorse, ma ha bisogno di una nuova grammatica del confronto.
Nella mia esperienza imprenditoriale ho imparato che il miglioramento nasce quando si accetta di riconoscere un errore senza incolparne nessuno.
In Pagine Sì!, ogni errore è un’occasione per crescere. E credo che questa filosofia possa valere anche per la città: meno accuse, più ascolto; meno protagonismo, più collaborazione.

Di recente ha pubblicato anche un libro-manifesto. Cosa racconta ne “Il mondo delle persone per bene”?

Che non siamo soli. Spesso ci raccontiamo una realtà peggiore di quella che viviamo. Ma la verità è che il nostro Paese e la nostra città sono pieni di persone per bene: silenziose, attive, oneste, generose. Quello che manca è una narrazione positiva che le renda visibili. Il mio impegno – personale e collettivo – è proprio questo: offrire voce a chi vuole costruire, non distruggere.

Prossimi appuntamenti?

A fine giugno, ci ritroveremo al PalaSì! per un nuovo grande evento. Un’occasione per ascoltarci, partecipare, proporre idee.
Chi verrà potrà toccare con mano che qualcosa di nuovo è già in atto.
Il bene comune non è un movimento, non è un partito, si esprime tramite una comunità viva che ha scelto di essere protagonista del proprio futuro.

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