Diritti civili, evento a Terni: “Italia su posizioni regressive, politica condizionata da movimenti” – VIDEO

Incontro al PalaSì sul tema "Contro i nostri corpi", dedicato al mondo LGBTQIA+ a cura di Civiltà Laica e associazione Esedomani. Il professor Prearo a Terni Tomorrow: "Omofobia persistente, condiziona anche sul lavoro. Anche le forze progressite hanno preferito il compromesso"

“C’è una questione attuale che riguarda i diritti LGBTQIA+ma non riguarda solo il Governo della Meloni: è da oltre 15 anni che c’è un fronte movimentista che contesta queste tematiche, puntando sulla lotta al gender. Quando sono state al Governo le forze progressiste si è preferito il compromesso piuttosto che andare diretti, per esempio le unioni civili invece del matrimonio egualitario, legittimando quindi questo come privilegio”.

A parlare a Terni Tomorrow è Massimo Prearo, docente di scienza politica dell’Università di Verona e  ricercatore presso il Centro di Ricerca PoliTeSse intervenuto all’evento “Contro i nostri corpi”, organizzato al PalaSì, nell’ambito di Umbria Pride da Civiltà Laica ed Esedomani

“Adesso occorre fare rete fra tutte le forze che hanno una convergenza su questi diritti per cercare di alzare la voce, visto che si sta andando verso leggi più restrittive: bisogna che le coppie omosessuali vengano riconosciute come famiglia e non come formazioni sociali”. E ancora: “In Italia c’è una omofobia persistente, che colpisce persone LGBTQIA+ anche sul lavoro. Ma c’è anche una forte rete a supporto: diventa fondamentale il supporto della classe politica. L’uguaglianza migliora la società, non la peggiora”

L’incontro, moderato da Silvia Menecali, presidente di Civiltà Laica ha visto la partecipazione anche di Giulia Grani, vicepresidente di Esedomani Terni LGBTQIA+ e Maria Cristina Valsecchi, giornalista scientifica ed esperta del settore. Focus soprattutto sulla trasformazione delle battaglie anti-scelta da fatto “religioso” a “laico-movimentistista”: “Ad un certo punto ci si è resi conto che andare in Parlamento con la Bibbia in mano a dire che l’omosessualità era una malattia non funzionava più- è stato detto – perchè il Paese andava comunque verso l’approvazione di alcuni diritti, segno che la questione laica prendeva il sopravvento su quella religiosa. Così il famliy day e altre iniziative simili sono diventate iniziative a tutela “dei bambini” e contro “il gender a scuola”, senza più riferimenti diretti alla Fede”.

Questioni che – come è stato spiegato – sono portate oggi dentro al Governo da figure con ruoli apicali vicine ai movimenti pro-vita e anti-gender come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la ministra per la famiglia Eugenia Roccella e Massimo Gandolfini, oggi consulente del Governo sulle droghe: “Dalla Fede si è passati alla politica, puntando a portare queste tematiche dentro i movimenti della destra”, ha spiegato Prearo, sperto di movimenti anti-gender e autore di importanti pubblicazioni sulle strategie e i discorsi dei gruppi che si oppongono ai diritti civili e alla libertà di scelta.

Maria Cristina Valsecchi ha invece parlato dell’attacco all’educazione sessuale nelle scuole da parte dei movimenti anti-gender, che usano disinformazione e allarmismo per ostacolarla.

In alto, la nostra intervista a Prearo

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