Una replica a muso duro, per ribadire l’onestà e la correttezza delle cooperative sociali di tipo B. Confcooperative Umbria risponde a Confartigianato Terni che qualche settimana fa, dando il via alla polemica sugli appalti al massimo ribasso del Comune di Terni aveva chiesto tutele per le imprese del territorio denunciato “la prassi negativa per le Pmi locali è quella di emettere appalti riservati alle cooperative sociali di tipo B, Uno strumento utilizzato per favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ma che è utilizzato in modo continuo e sistematico trasformandolo da eccezione a regola, rischia di stravolgere il significato originario e di incaricare un ristretto numero di soggetti, con effetti potenzialmente distorsivi della concorrenza. Senza contare che la capacità produttiva delle imprese cooperative sociali del territorio non appare molto elevata e quindi si finirebbe comunque per mancare l’obiettivo dell’effettivo inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.
Troppo, per l’associazione cooperativa che a Palazzo Spada ha convocato una conferenza stampa per replicare. Presenti il numero uno regionale Carlo Di Somma, il segretario Lorenzo Mariani; il coordinatore Area Socio-Sanitaria Sandro Corsi e la vicepresidente Alessandra Pantella.
“Quello di Confartigianato è un attacco diretto a noi, basato su falsità- spiega Di Somma – Persone svantaggiate esistono al di là delle cooperative, la cui funzione sociale è riconosciuta dalla Costituzione italiana. Noi ci facciamo carico di questo segmento della popolazione e il Comune può prevedere il coinvolgimento di soggetti esclusi dal mondo del lavoro. Non abbiamo mai cecato esclusive. La cooperazione sociale di tipo B è centrale, quindi non capisco questa polemica: noi proteggiamo soggetti che il mercato del lavoro espelle. Perchè le altre aziende, invece di polemizzare non inseriscono anche loro nel lavoro il 30 percento di soggetti svantaggiati come facciamo noi? Il tema delle gare riservate non esiste, il tema è che gli svantaggiati che dovrebbero essere tutelati, non vengono inseriti”.
Più duro Sandro Corsi, che è anche a capo della cooperativa Actl, una delle realtà coivolte: “In merito all’appalto del Verde per il Comune, abbiamo vinto in associazione con una Srl dell’Umbria dopo che era stata esciusa una società di Napoli. Ci fu un ricorso, sempre vinto da noi e chissà che non ci dfosse dietro proprio Confartigianato. Le affermazioni contro le nostre cooperative sono vergognose, sbagliate, fuorvianti e denigratorie verso la cooperazione sociale, perchè il comune ha fatto solo due bandi che potevano riguardare le cooperative di tipo B. Poi quando Franceschini vorrà fare un dibattito pubblico sottoscritto con me lo faremo molto volentieri. Anche noi siamo contro il massimo ribasso, perchè la qualità e la sicurezza devono essere sempre al centro, ma poi serve anche la capacità di confrontarsi coi competitors”.
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