Vincere la sfida delle nuove forme dell’università e sfruttare l’ateneo per rilanciare economicamente la città. Questo il tema centrale della due giorni su Terni Universitaria organizzata al PalaSì dall’associazione Io sono una persona per Bene, presieduta da Sauro Pellerucci.
“L’Università a Terni viva, dinamica è un diritto, non una concessione – ha ricordato Pellerucci – stiamo vivendo un momento che potremmo definire autunnale sul fronte universitario, quindi è giusto mettere in campo adesso queste tematiche. Siamo fiduciosi che il nuovo rettore, a breve operativo, che si è espresso in favore dell’ampliamento verso territorio marginalizzati. Certamente il futuro passa dall’attrattività dei corsi e dei master”.
Marco Sciarrini, nella sua introduzione, si è concentrato proprio su questo aspetto, ovvero sulla necessità che il polo universitario a Terni non sia soltanto “un prolungamento” di quello di Perugia, ma che serva a valorizzare il territorio, con le sue prerogative: “Serve una università che sia realmente inserita nel territorio, con corsi e master che siano funzionali allo sviluppo del territorio”, sottolinea. Prendendo spunto dall’ateneo di Bologna, auspica poi il convolgimento dei comuni limitrofi “per portare sviluppo economico, movimento e presenze importanti”.
Viviana Altamura, assessore all’università del comune di Terni ha ricordato come la città abbia bisogno dell’ateneo perchè “sta morendoMa la sua posizione georgrafica centrale fa si che sia uno snodo importante per costruire una Terni Universitaria che possa valorizzare il territorio.” Ascolto degli studenti, attenzione alle nuove sensibilità e trasformazione anche dei dipartimenti esistenti: “passa da qui lo sviluppo dell’ateneo”ha ricordato Altamura, ricordando anche la trasformazione che sta vivendo la facoltà di Economia (presente Fabio Santini, presidente del dipartimento), con un focus maggiore sula sostenibilità. Altamura ha anche ricordato gli sforzi del Comune per portare alcune facoltà in centro, anche allo scopo di renderlo nuovamente fruibile ed attrattivo e quindi più sicuro.
Francesco De Rebotti, assessore regionale allo sviluppo economico, ricorda come l’ateneo dovrebbe “portare crescita per il territorio, formare competenze per le aziende, ma anche essere un volano di cultura. Terni deve uscire dalla lunghissima fase di transizione che sta vivendo: l’università può contribuire a rilanciarla, a patto che questa sia inserita nel tessuto economico e sociale della città”. De Rebotti, respingendo poi il dualismo con Perugia parla di “scarsa conoscenza del territorio, più che voglia di isolarlo: nonostante la poca distanza, molti non conoscono le potenzialità che il ternano può offrire”.
Su questo tema si è concentrato il presidente dei corsi ternani di Economia Fabio Santini, il quale- dopo aver confermato che l’orientamento per il futuro “dopo aver incontrato il Comune e sentiti gli studenti”, passerà per un campus in zona ex Officine bosco ha sottolineato come “C’è necessità di costruire nuove specializzazioni, al servizio delle imprese e questo faremo. Abbiamo creato un nuovo curriculum su gestione delle risorse umane e ce ne saranno altri, per un confronto costante col territorio. Poi punteremo anche su nuovi luoghi, nuove strutturee sull’orientamento dei ragazzi delle scuole superiori che vengono da fuori: tre giorni pagati dall’ateneo in cui oltre ai corsi conosceranno il territorio, le sue realtà e le sue speicificità”.
A settembre partrià anche la possibilità di seguire in presenza o da casa, grazie all’inserimento dei corsi in un consorzio specifico di corsi tenuti dagli atenei pubblici d’Italia.
Sono arrivati contributi anche da Giocondo Talamonti, ex consigliere comunale e presidente dell’associazione Terni Città Universitaria; Lorenzo Ranocchiari, già rappresentante degli studenti all’Università di Perugia; David Lazzari, presidente dell’ordine degli psicologi; Carlo Befani, presidente di Umbria Energy; Francesco Neri dell’associazione Io sono una persona per Bene; Michele Rossi presidente di Terni Città Futura; Francesco Fioretti, presidente del Museo Hydra e Federico Montesi presidente di Energy Solutions. Domani si replica sempre alle 17.30 e sempre al PalaSì, con la seconda giornata.




