Nel 2024 il Comune di Terni ha confermato l’utilità del lavoro agile, evidenziando un impatto positivo in termini di ottimizzazione degli spazi, miglior equilibrio tra vita lavorativa e privata, e incremento dell’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi. Questi dati emergono dalla Relazione della performance 2024, approvata dalla giunta comunale e firmata dal sindaco Stefano Bandecchi, dal direttore generale Claudio Carbone e dalla dirigente ad interim alle risorse umane Grazia Marcucci.
Il documento analizza il ricorso allo smart working da parte del personale comunale: 240 dipendenti e 10 dirigenti hanno utilizzato la modalità agile, prevalentemente per 4-5 giorni al mese, con una quota prioritaria che ha lavorato da remoto 8-12 giorni mensili. Tuttavia, solo 230 dipendenti sono stati oggetto di monitoraggio da parte dei responsabili, mentre solo 2 dirigenti hanno valutato direttamente il rendimento dei funzionari a loro assegnati, evidenziando una gestione non uniforme del controllo delle performance.
Nonostante ciò, i risultati raggiunti sono stati valutati positivamente: 27 responsabili o dirigenti hanno attribuito un valore “elevato” alle prestazioni rispetto agli obiettivi attesi, mentre la restante parte ha indicato un livello “buono”. Solo un dirigente ha espresso una valutazione “scarsa”.
Tra gli aspetti più apprezzati vi è la flessibilità oraria, che ha garantito una maggiore disponibilità del personale anche oltre l’orario standard, permettendo di affrontare le esigenze straordinarie dell’amministrazione. Questo ha reso lo smart working uno strumento strategico, anche in considerazione delle continue sollecitazioni da parte degli organi di controllo.
Tuttavia, il report non ignora le criticità persistenti. Alcuni dirigenti hanno sottolineato un limitato coinvolgimento dei dipendenti nei procedimenti fondamentali per la soddisfazione del cittadino. Inoltre, l’attività ordinaria è risultata compromessa dal bisogno di recuperare il lavoro arretrato e dall’assenza di processi gestionali integrati, ostacolando una gestione più fluida ed efficace.
Un’altra problematica evidenziata è quella delle assenze, che non si sono ridotte in modo significativo rispetto agli anni precedenti. Secondo il documento, questo è dipeso da esigenze organizzative conflittuali: da un lato la necessità di mantenere attivi i servizi pubblici, dall’altro il rispetto dei piani ferie e dello smaltimento delle ferie pregresse da parte del personale, due elementi che hanno pesato sul benessere lavorativo.
Infine, nella relazione si sottolinea come, pur essendo funzionale a diversi livelli, il lavoro agile non abbia ancora raggiunto una piena integrazione nei modelli operativi dell’ente. Le raccomandazioni indicano la necessità di rafforzare il monitoraggio, sviluppare strumenti gestionali più efficaci e favorire una cultura organizzativa realmente orientata alla performance.