Carlini e il futuro oltre la Fondazione Carit: “Il mio impegno per il territorio non si ferma”

L’ex presidente della Fondazione Carit, Luigi Carlini, presenta il bilancio 2016-2024 e apre a nuovi scenari di impegno civico, senza però confermare un ingresso in politica

“Ho ancora un anno di mandato come presidente dell’assemblea dei soci, a cui tengo molto”, ha dichiarato Luigi Carlini durante la presentazione ufficiale del bilancio di fine mandato della Fondazione Carit. Un incontro che ha segnato la conclusione di otto anni alla guida dell’ente, iniziati nel maggio 2016 e terminati a gennaio 2025, ma che non chiude la possibilità di un suo futuro impegno per la collettività. “Credo che il mio attaccamento alla collettività dovrebbe avere altri sviluppi,” ha spiegato, precisando però che “se si fa riferimento ad un mio ingresso in politica, siamo ancora molto lontani”.

Durante l’evento, ospitato a Terni e curato dalla Luiss Business School, Carlini ha ripercorso le principali tappe del suo doppio mandato, illustrando risultati, sfide e prospettive. La presentazione è stata introdotta dall’attuale presidente della Fondazione, Emiliano Strinati, che ha sottolineato come “con Luigi Carlini non abbiamo solo erogato fondi, ma siamo stati protagonisti della vita pubblica in modo assolutamente innovativo, anche nelle fasi meno semplici come quella del Covid”.

Il bilancio, curato dal professor Cristiano Busco, ha rivelato cifre di grande rilievo: quasi 73 milioni di euro distribuiti in otto anni e 1.822 progetti realizzati, dieci dei quali con un impatto diretto su circa 70 mila beneficiari. “La Fondazione ha saputo dialogare e far dialogare i diversi stakeholder, mostrando capacità strategiche e attenzione all’impatto sociale e alla sostenibilità”, ha affermato Busco, auspicando che “un percorso così virtuoso possa continuare nel tempo”.

Carlini ha voluto sottolineare che non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, ma che “questo bilancio ci fornisce numeri e dati che consentono di comprendere come abbiamo operato e come muoverci in futuro”. Ha anche evidenziato l’importanza della squadra che ha coordinato, ricordando “un maestro come Chicco Dragoni”, il sostegno del direttore Cesare Di Erasmo e il contributo di consiglieri come Massimo Valigi. Ha inoltre ringraziato Anna Ciccarelli, per il suo ruolo cruciale nel settore artistico, e le amministrazioni comunali locali per la collaborazione.

Particolare attenzione è stata dedicata alle opere pubbliche sostenute dalla Fondazione. Carlini ha citato il restauro dell’anfiteatro romano, la fontana di piazza Tacito, l’acquisto di palazzo Gregori-Canali e il progetto del nuovo ospedale di Terni, definendolo “un’idea progettuale che vorrei vedere realizzata”, spiegando che “le grandi opere hanno bisogno di tempo ma sono allo studio forme di intervento più snelle”.

Sul fronte delle infrastrutture culturali e sportive, Carlini ha ribadito il suo sostegno al teatro Verdi, sottolineando come la rimozione del ‘ridotto’ e l’approccio con un unico stralcio possano accelerare i tempi. Riguardo al palaTerni, ha ricordato che “ad oggi non siamo ancora riusciti a perfezionare la nostra erogazione, ma c’è fiducia”, riferendosi ai 2 milioni di euro ancora in stand-by.

Il presidente Strinati ha confermato: “Non abbiamo nulla da rimproverarci perché la somma può essere erogata solo se ci sono condizioni precise. Ma ho grande fiducia che la collaborazione con il sindaco Stefano Bandecchi possa sbloccare definitivamente questa partita”.

Carlini ha concluso con parole di equilibrio e apertura: “Terni ha un sindaco e un’amministrazione che ci rappresentano degnamente. La mia estrazione culturale è estranea a qualsiasi ideologia, sono soltanto legato profondamente a un territorio che mi ha dato molto. Eventuali impegni futuri saranno valutati con attenzione, con il tempo. Ad oggi non posso dare una risposta definitiva”.

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