Il taglio quasi totale della tratta ferroviaria Terni-Roma dal 11 agosto al 5 settembre 2025 solleva un’ondata di critiche contro il Ministero delle Infrastrutture. La deputata umbra del Movimento 5 Stelle, Emma Pavanelli, ha presentato un’interrogazione parlamentare per denunciare quella che definisce una “scelta scellerata” del Governo Meloni. L’attenzione è rivolta al Ministro Matteo Salvini, accusato di aver trascurato ancora una volta le esigenze di una regione strategica ma troppo spesso dimenticata.
Il provvedimento che prevede l’eliminazione di 15 delle 17 corse ferroviarie giornaliere sulla Terni-Roma è motivato da lavori di manutenzione programmati, ma secondo Pavanelli, si tratta dell’ennesima prova dell’“assenza totale di attenzione verso l’Umbria”. “Non è accettabile – ha dichiarato – che in piena estate, senza un piano di bus sostitutivi efficiente, venga soppressa una linea fondamentale per pendolari, lavoratori, turisti e pazienti in viaggio verso Roma per cure mediche”.
La parlamentare 5 Stelle accusa il Governo di aver mancato nell’organizzazione dei lavori, privando migliaia di cittadini del diritto alla mobilità. “Se i lavori sono necessari – afferma – è compito di un ministro responsabile programmare gli interventi riducendo al minimo i disagi, non scaricare tutto sulle spalle dei cittadini”. Pavanelli ha chiesto formalmente un intervento urgente per ripristinare le corse ferroviarie o garantire un’alternativa strutturata per l’intero periodo di interruzione del servizio.
Nel frattempo, la polemica si infiamma anche a livello locale. Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Terni risponde duramente al vicesindaco Riccardo Corridore, accusandolo di aver strumentalizzato politicamente la questione: “Ancora una volta, il vicesindaco Corridore tenta una becera e sterile strumentalizzazione sulla pelle dei pendolari ternani, invece di assumersi le responsabilità del ruolo istituzionale che ricopre”.
Il Movimento rivendica invece l’azione concreta portata avanti dalla Regione Umbria, che insieme alla Toscana ha sollevato il problema a livello nazionale, cercando soluzioni congiunte. “Contrariamente all’inerzia del Comune di Terni – si legge nella nota – la Regione ha portato la questione su tutti i tavoli istituzionali, dimostrando che quando c’è la volontà politica, si può lavorare uniti per tutelare i cittadini”.
Ulteriore elemento di scontro è stata l’assenza dei rappresentanti del Comune e della Provincia di Terni al tavolo di confronto organizzato a Foligno dal M5S. L’incontro, promosso da Pavanelli, ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali e rappresentava un’opportunità concreta per costruire soluzioni condivise. “Bandecchi e il centrodestra ternano – attacca il Movimento – preferiscono alimentare polemiche e disertare i luoghi del confronto, invece di affrontare seriamente i problemi reali dei cittadini”.
Il tema dei trasporti ferroviari si conferma dunque uno dei fronti più caldi del dibattito politico umbro, con un’intera regione che chiede rispetto, risposte e investimenti. Secondo Pavanelli, “l’Umbria merita rispetto, non l’abbandono sistematico che sta subendo da questo Governo. Salvini dimostri di essere il Ministro di tutti, e non solo di alcune aree del Paese”.
E non fate niente?
Nei libri di scuola scriveranno :” quando c’era lui i treni non arrivavano mai”👋
Fate schifo