Croatti racconta a Terni l’esperienza sulla Flottilia: “Noi rapiti da Governo israeliano e abbandonati dall’Italia”

Il parlamentare Marco Croatti ospite dell'incontro organizzato dal suo partito, il Movimento 5 Stelle: "L'Italia riconosca subito la Palestina. La tregua è solo azione per distogliere attenzione"

CRoatti e diomedi

Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti è stato ospite allo spazio Bloom di un incontro organizzato dai pentastellati per raccontare la sua esperienza a bordo della Global Sumud Flottilia.

“Un mare di giustizia – Storie di coraggio e umanità” il tema dell’incontro organizzato per riflettre  “sul valore della solidarietà, della responsabilità collettiva e dell’impegno civile nel Mediterraneo”. L’incontro, moderato dal giornalista Diego Diomedi è stato introdotto da Fabio Moscioni, del gruppo territoriale di Terni del M5S e dalla senatrice Emma Pavanelli: “Oggi dobbiamo continuare a farci sentire per il popolo Palestinese, un popolo ancora oggi martoriato silenziosamente- ha detto –  Il nostro compito è di mantenere alta l’attenzione. Una pace vera non può nascere da piani che ignorano i diritti e la dignità di un’intero popolo.

Croatti era uno dei quattro parlamentari a bordo delle navi ed è stato come altri, arrestato e detenuto per alcuni giorni nelle carceri israeliane dopo l’azione che ha fermato la navigazione della Flotilia prima che arrivasse a Gaza: “La Flottilia – ha spiegato Croatti- era una missione pacifica umanitaria non violenta, partita dai cittadini, dove ho cercato di portare il mio contributo per sbloccare una situazione, rmpere un assedio illegale dove gli aiuti arrivano solo tramite il gioverno israeliano. Questa missione è stata interrotta dal governo israeliano che mi ha rapito insieme agli altri componenti delle imbarcazioni e poi da quello italiano che ha preferito abbandonare i cittadini italiani alla loro sorte”

“Ciò che è successo – ha sottolineato è contro il diritto internazionale, che per alcuni vale “sino ad un certo punto”. La tregua? E’ armata, porta morte e non fa arrivare aiuti alla popolazione stremata. Serve a staccare l’attenzione da quella zona per continuare a fare azione speculativa e finanziaria ed edilizia a Gaza. Cosa ho provato? Paura, perchè IDF ha ucciso 20.000 bambini e più di 70.000 persone; quando ti entrano a bordo e ti rapiscono portandoti in prigione, questo è andato molto oltre le previsioni. Abbiamo subito vessazioni ed angherie. Non è una tregua giusta: siamo stati rapiti in acque internazionali, dove siamo sempre stati oltrechè in acque palestinesi. Molti paesi come l’Italia- di cui mi vergogno- ancora non riconoscono la Palestina, c’è molto da fare”.

A concludere l’incontro Claudio Fiorelli, consigliere comunale di Terni, e gli interventi di Imma Esposito del gruppo territoriale M5S

Redazione

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