Nucleare, Cardinali rilancia: “Basta bugie, rinnovabili insufficienti”. Italia Nostra in tackle

L’assessore allo sviluppo economico ai Movimento Cinque Stelle: "Il futuro non si alimenta solo con il rinnovabile. Servono scelte pragmatiche per l’indipendenza energetica del territorio". L'associazione ambientalista: "Non era nel programma del sindaco"

Continua la diatriba sul nucleare. Sergio Cardinali, assessore allo sviluppo economico, rilancia dopo le critiche del Movimento 5 Stelle alla sua proposta di investire sulle centrali per il rilancio di Terni

“Sarebbe opportuno che una forza di governo regionale, come il Movimento Cinque Stelle, si preoccupi di come far fronte all’aumento dei consumi elettrici a cui il territorio va incontro”, ha dichiarato Cardinali. L’assessore ha inoltre chiesto conto dei quindici milioni di euro previsti per le infrastrutture del Polo chimico, risorse oggi scomparse dai radar. “Magari sarebbe utile capire da loro che fine hanno fatto”, ha incalzato.

Il nodo energetico si intreccia con quello della legge regionale sull’individuazione delle aree idonee al fotovoltaico, una normativa che avrà impatti significativi sullo sviluppo del territorio. Secondo Cardinali, “sarebbe utile che il sistema democratico regionale avesse avuto un coinvolgimento maggiore già a partire dalla stesura della legge”. Un riferimento diretto alla scarsa partecipazione dei rappresentanti locali nei processi decisionali, che rischia di allontanare i territori dalle scelte strategiche.

Il Movimento Cinque Stelle viene accusato di ambiguità, in particolare sul fronte industriale. “Da sempre schierati contro le acciaierie, salvo ora che hanno un assessore in Regione, dovrebbero essere più pragmatici e guardare al futuro in modo concreto”, ha sottolineato Cardinali. Secondo l’assessore, nessun futuro energetico è possibile puntando esclusivamente sulle fonti rinnovabili, una posizione che contrasta con molte dichiarazioni di principio dei pentastellati. “Anche l’Europa, leader della decarbonizzazione, guarda a idrogeno e nucleare come soluzioni complementari”, ha aggiunto.

L’amministrazione comunale di Terni rivendica un ruolo da protagonista, mentre accusa i Cinque Stelle di retorica. “Dire che si può alimentare un grande Paese come l’Italia solo con energie rinnovabili è una grande bugia”, ha affermato Cardinali. Allo stesso modo, ritiene fuorviante l’idea di poter rilanciare il sistema produttivo di Terni contando esclusivamente sull’idroelettrico.

Secondo l’assessore, le difficoltà attuali derivano dalle mancate scelte di politica energetica degli ultimi trent’anni, che hanno progressivamente indebolito l’economia del territorio. Per questo, l’amministrazione guidata da Stefano Bandecchi ha inserito nel Dup una serie di azioni per migliorare l’efficienza energetica, tra cui la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Ma Cardinali chiarisce che queste misure, pur importanti, non sono sufficienti da sole.

“Non è un caso che accanto a questo abbiamo previsto anche il nucleare ecologico di ultima generazione”, ha dichiarato, definendola “una sfida energetica e culturale contro chi vuole condannarci alla decrescita infelice”. Il Comune di Terni ha anche offerto la propria disponibilità a diventare un hub nazionale per la ricerca energetica, un impegno che, secondo l’assessore, testimonia la volontà di contribuire attivamente al futuro energetico del Paese.

Interviene Italia Nostra

Nel dibattito intanto, si inserisce anche Italia Nostra, il cui presidente a Terni è Andrea Liberati, ex consigliere regionale del M5S e compagno dell’ex assessore comunale all’ambiente Mascia Aniello, fuoriuscita dalla giunta Bandecchi. Italia Nostra sottolinea come “al di là del noto esito referendario del 2011, una centrale atomica a Terni fu già esclusa dai piani energetici dello Stato di 45 anni fa, così come da studi nazionali più recenti, sia per densità abitativa che per sismicità dell’area”

“Italia Nostra ha verificato come nel programma elettorale dell’attuale sindaco di Terni non ci fosse niente del genere: d’altronde, se avesse messo per iscritto che intendeva realizzare nella conca un impianto atomico, per quanto dichiaratamente “mini” (?) questi non sarebbe stato eletto. E il 94% dei connazionali si è già espresso contro piani nucleari in Italia”. Vale ricordare che Liberati era in prima fila all’inizio della gestione Bandecchi e aveva in mano gli interi dossier ambientali.

“Unvece, nel programma elettorale di Bandecchi, così come nelle mozioni votate a Palazzo Spada, sull’energia c’era qualcosa di più praticabile e condivisibile: riprendersi le centrali di Galleto-Marmore per abbassare/azzerare le bollette elettriche, sul modello della Basilicata, con la costituzione di una società idroelettrica comunale, vista la fine ormai imminente della ricchissima concessione pubblica in mano a Enel (che scade il 31 marzo 2029). Su questo punto, non è accaduto nulla”, sottolinea

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8 mesi fa

Questo deve evidenziare che esiste e il perché BANDECCHI lo ha messo lì ma è inutile non capisce è come la storia della centrale Edison che doveva essere avviata al cento percento della sua potenzialità H24.

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